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giovedì 26 ottobre 2017

L'occhio che tutto controlla (panopticon).

Il Panopticon e il controllo del potere nelle sue diverse forme, fino ad internet.
Post di Rosario Grillo
Premessa di Rossana Rolando e Gian Maria Zavattaro
Il dipinto di V. van Gogh, La ronda dei carcerati, è ripreso dall'incisione di Gustave Doré.

Paul Klee, L'occhio, 
1938
Il panopticon è una costruzione carceraria progettata da J.Bentham nel 1791 e ripresa da Foucault come metafora del potere nella società contemporanea: macchina di dominio sociopolitico e di controllo economico-consumistico, invisibile e onniveggente, fondata sul principio del massimo d’inconsapevole coazione e del minimo di effettiva libertà. La figura del Panopticon, che ha ispirato il grande fratello di G. Orwell, richiama il diffuso controllo odierno su ognuno di noi (attraverso tabulati telefonici, tracciati elettronici, uso di internet, persuasori occulti, ecc.). 
Ci sono interrogativi ai quali ognuno di noi dovrebbe dare risposta: Siamo ancora consapevoli ed in grado di riconoscere come estraneo un potere diventato gradualmente invisibile? Non è forse diventato un sistema “ideale” che per funzionare non ha bisogno di strutture“reali”, dal momento che viene interiorizzato  dai cittadini sin dall’infanzia attraverso processi  che di fatto sono una sorta di “addestramento”?  La rete internet può essere considerata  come il Panopticon ed al limite usata per controllare chi la utilizza? I gestori dei provider, o dei social network possono accedere alle informazioni degli utenti senza che essi lo sappiano o abbiano a loro volta la possibilità di controllare. In questa asimmetria chi controlla Internet?  
Le puntuali riflessioni di ROSARIO ci   possono aiutare a dare risposta.
                          🌟🌟🌟🌟🌟🌟🌟🌟          

Gustave Doré, 
Cortile della prigione, 1872 
(incisione)
Fu J. Bentham, in una cornice di risveglio illuminista (1), a concepire il Panopticon: una struttura di sorveglianza carceraria. Bisogna anche avvertire che il suo scopo rientra nel fine etico-umanitario: quello della rieducazione. Il sistema era quindi concepito come “un grande occhio circolare”, che doveva impedire abusi di correzione, e, nel contempo, sollecitare un risveglio morale. Mi servo di una sintetica descrizione fattane da Gianni Vattimo: Panopticon, come dice il nome, è il progetto di un carcere super-razionale fondato sulla perfetta e continua visibilità dei detenuti da parte di un unico sorvegliante centrale che può vederli grazie a una struttura architettonica circolare. L'occhio del sorvegliante diventa quasi la presenza tangibile dell'imperativo morale al quale nessuno deve mai sottrarsi. Bentham elaborò questo progetto negli anni della rivoluzione francese, dei cui principi egli era un fervido ammiratore. Il suo Panopticon, tuttavia, è ormai assurto a emblema di quella capillarizzazione del potere, del “controllo, della disciplina, che sembra il destino della moderna società razionalmente organizzata (Gianni Vattimo).
L’idea diventa famosa, perché dà modo a M. Foucault di trattare, nelle maglie di una “archeologia del sapere, l’evoluzione del sistema di potere.
Prima di copertina 
con immagine del dipinto di 
V. van Gogh, La ronda dei carcerati, 
1890
Il tema è esposto nell’opera Sorvegliare e punire (1975). Foucault vede un cambiamento di orizzonte nel Potere di dominio: dalla linea verticale  (dal basso dei dominati all’alto del dominatore) alla linea orizzontale (un reticolo di micropoteri innescati da uno scopo di efficacia e di modernizzazione). A questa latitudine s’intensifica il controllo, lo si rende più persuasivo e si istituiscono strutture sostitutive, come il carcere, le case di correzione e le case di lavoro.
Si passa da un controllo del corpo ad un controllo della vita, biopolitica. L’input dato da Foucault crea una scuola di pensiero, che indaga le propaggini attuali di tale controllo. Così, secondo alcuni, si passa dalla biopolitica alla psicopolitica. Essi sostengono, cioè, che il controllo si estende, nel campo della zoe (2), alla coscienza. Fermo restando che essa deve avvenire con il consenso, addirittura con la partecipazione degli interessati (democrazia fittizia). Su questa linea il neoliberismo, che domina la scena mondiale dagli anni ottanta dell’altro secolo, esercita un potere “invisibile attraverso la rete di comunicazione globale (internet), raccogliendo informazioni digitali su ogni consumatore e predisponendo il suo comportamento (big data). La tecnica di persuasione, diffusa e dolce, passa addirittura attraverso il consenso, in quanto è il soggetto stesso che fornisce le informazioni necessarie. 
V. van Gogh, La ronda dei carcerati, 
1890, ripreso dall'incisione di Gustave Doré
La Violenza scompare e, al suo posto, si colloca una gamma di piaceri, cercati ed indotti, “velo di Maya” che nasconde l’effettiva servitù. Fitness, maquillage, vacanze esotiche di un invadente turismo di massa, possono essere i simboli di questo status di apparente felicità. Come nota il filosofo Byung-Chul-Han, viene eliminata la “negatività
(il dolore). Direi, a mio modo di pensare, che l’invasività di tale strategia stia conducendo ad un codice di comportamento uniforme: un conformismo sociale che esalta il piacere immediato, che predilige il presente, che combatte ogni elemento eterogeneo (la morte). In proposito egli richiama Nietzsche: “Ogni tendenza dell’anima nella sventura, che ne stimola la forza […], l’inventiva e il coraggio nel reggere, perseverare, sfruttare la sventura e quanto le è stato donato di profondità, segreto, maschera, spirito, astuzia, grandezza: non le è stato donato tra sofferenza, sotto la forza educativa del grande dolore?” (Al di là del bene e del male).
Un capitolo importante, così come paradossale, di questa “vetrina panottica” è il controllo di sé messo in opera dall’individuo “cibernetico“.
Una vera e propria mutazione: dall’auto analisi al conteggio dei propri indici di salute e di efficienza corporea e sociale. Seguo con convinzione la precisazione di Bung Chul Han, che avverte che “l’io si racconta, non si conta”. Il metodo quantitativo è inadatto alla morale come all’introspezione.


🌟🌟🌟🌟🌟🌟🌟🌟🌟🌟
Note.
1. Bentham conobbe ed apprezzò gli illuministi francesi. Fu anche un convinto sostenitore della Rivoluzione Francese. 
2. I Greci distinguevano bios, corpo-vita, da zoe, corpo fisico.                      

9 commenti:

  1. Nella Crosiglia26 ottobre 2017 10:24

    Interessante.

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  2. Ci sono atteggiamenti opposti e manca un equilibrio. Chi si fida ciecamente della tecnologia, e in essa di tutte le diavolerie, tanto più ricercate quanto più eccentriche e nuove. C’è chi non si fida in alcun modo ed è chiuso ermeticamente al nuovo, ad ogni contatto. Bisogna saper che la raccolta di informazioni sulle persone, oggi, è il bene più ricercato e pagato.
    Un detto dice : hai voluto la bicicletta, adesso pedala! Fuor di metafora : la pubblicità è un’arma a doppio taglio, è un cavallo di Troia.
    Il progresso tecnologico serve, ma va regolato e, come dicono gli spagnoli: usato con judicio.
    Prendiamo il caso attualissimo che ha scandalizzato : le magliette con l’imma di Anna Frank. Quei ragazzini l’hanno usata, inconsapevolmente, per offendere, accettando una vulgata fascio-nazista che la passa come simbolo offensivo.
    Sanno quei ragazzini quale umanità, quale sensibilità, quale “mondo di vita” si nascondeva dietro quel volto ?

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    Risposte
    1. E’ così: anche la tecnologia, il progresso senza memoria, la pubblicità, l’informazione sono ambivalenti. Noi stessi lo siamo…Forse l’ottimismo tragico che ci anima e ci sostiene a me pare oggi che propenda per l’aggettivo qualificativo: vedo milioni e milioni di persone (tra loro mi ci metto anch’io) vivere la loro vita quotidiana di truppe cammellate smemorate, alienate, affannate alla rincorsa di ogni specchietto consumistico, beatamente stordite nella loro raffinata schiavitù. La speranza è nell’altra faccia, positiva, dell’ambivalenza dei media: la possibile opera di “coscientizzazione” , per usare la bella espressione di Freire, come condizione premessa di una possibile prassi di liberazione da tutto ciò che ci disumanizza. Mi pare che in giro per il mondo sia in pieno fermento quest’ ansia di liberazione, di cui i tuoi interventi sono testimonianza.

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  3. Teresa Massaccesi27 ottobre 2017 19:54

    La mia prima reazione è sapere e vedere quanto vasto è il campo dell' arte.... penetrante ' l' occhio " di Paul Klee.....
    Grazie per il termine ..." Panopticon .."
    Vedere....osservare senza esser visti...
    Necessita allora avere anche uno sguardo " panottico " ..per capire il prossimo..ed una visione ..." panottica" ... per apprezzare da una posizione elevata ciò che ci circonda...
    Grazie...... tornerò a meditare sull'argomento.....
    L' immagine inserita sia per sottolineare e dare al " Panopticon " la sua importanza in vari campi....per la moderna sorveglianza.....

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  4. "Siamo ancora consapevoli ed in grado di riconoscere come estraneo un potere diventato gradualmente invisibile? Non è forse diventato un sistema “ideale” che per funzionare non ha bisogno di strutture“reali”, dal momento che viene interiorizzato dai cittadini sin dall’infanzia attraverso processi che di fatto sono una sorta di “addestramento”? Quest'interrogativo mi "tormenta" da tempo, come cittadina e come docente. Prenderò spunto anche da queste utilissime riflessioni per il mio prossimo post. Grazie: siete una fucina di input imperdibili. Buon fine settimana.

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  5. Rispondo con questa generale considerazione. Il rifiuto del conformismo ci porta ad essere pattuglia di minoranza, che si chiede il perché di ogni cosa. Ogni giorno è un dono! Che va ricambiato. Non in una inutile passerella di do ut des, ma nella gioia e nell’incremento della Gioia.
    C’e un’arma che non si spunterà mai : l’educazione. Dedichiamoci ad essa e difendiamo la sua libertà!

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