Post di Rosario Grillo.
La
coerenza è l’ultimo rifugio delle persone prive d’immaginazione
(Oscar Wilde).
(Oscar Wilde).
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| Leonardo Sciascia, L'affaire Moro |
La
dialettica deve avere corso… ed è la soluzione!
Nel
suo pamphlet, Leonardo Sciascia, quasi in diretta lasciò epigrafica ed acuta
memoria “dell’intelligenza della storia”. Parlo della storia che si fa, mentre essa diviene, confutando la tesi crociana
circa l’impossibilità della “storia contemporanea”.
Io
arrivo, dopo molto tempo, spinto dalla commemorazione del 40° anniversario di
quel tragico episodio, motivato dalla ricostruzione che Ezio Mauro ha fatto di
recente e dal ricordo personale di Raniero La Valle, uno dei pochi a battersi
allora per la liberazione di Moro.
Per
me è anche occasione per omaggiare Sciascia: la sua lucidità, la straordinaria
vena narrativa. Per questo motivo ricordo, prima di cominciare il tema
principale, le sue caratteristiche: pubblicista, autentico suscitatore dello
studio della mafia e della mafiosità intrecciate con la sicilitudine, testimone politico dell’Italia dagli anni sessanta a
quelli novanta.




