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Visualizzazione post con etichetta Anna Forlati. Mostra tutti i post
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venerdì 11 marzo 2016

La scuola nell'Europa frantumata. Illustrazioni di Anna Forlati.

Anna Forlati, 
Il veliero lascia l'isola
Il tornado dei migranti, cartina di tornasole  dell’incapacità o non volontà di accoglienza, ha disarticolato, disgregato e frammentato l’Europa attuale, ha interrotto bruscamente il sogno di un’unione europea dei popoli, ha disvelato una spirale di chiusure narcisistiche, di contrastanti visioni ed interessi privati e nazionali tra loro irriducibilmente estranei. Il destino dell’Europa pare avviarsi verso una pluralità di destini imprevedibili.
L’irrompere della  frenesia della disgregazione e della frammentazione non può non avere ripercussioni su tutti gli aspetti della vita organizzata, scuola compresa.
Anna Forlati, 
Primo Manifesto per commemorare 
la strage dell'Istituto Salvemini, 2014
(Illustrazione digitale)
Europa e scuola, disgregazione dell’Europa e frammentazione della scuola. Non mi riferisco alle disfunzioni strutturali e logistiche, agli edifici cadenti, alle carenze legislative, ad una riforma da poco varata in cui troppi non si riconoscono, ai contratti scaduti, ai nuovi oneri  imposti dall’alto sempre più pesanti e senza vera contropartita salariale… Penso invece al senso della funzione docente, alla sua costante ambivalenza tra professione e semiprofessione, tra ”volontariato” e frammentazione di motivazioni e comportamenti i più eterogenei,  che di fatto impediscono  e rendono impossibile una definizione univoca.

sabato 20 febbraio 2016

Le parole del silenzio. Illustrazioni di Anna Forlati

Il prodigio del silenzio...
La perla nascosta
(Anna Forlati)
“Il prodigio del silenzio è giungere a parlare tacendo, a essere espressivi senza usare le parole, ad avere una vita silenziosamente eloquente. Il silenzio è un modo diverso di comunicare e, più in profondità, un modo diverso di essere… e di vivere”
S. Chialà, Silenzi - Ombre e luci del tacere, ed. Qiqajon, Com. di Bose, Magnano (Bi) 2010.

La geenna del rumore.
La conquista del silenzio 
(Anna Forlati)
Perché non provare nel bel mezzo di ogni giornata a sedersi in silenzio almeno per qualche minuto? So bene che non è semplice, presi come siamo da mille cose: famiglia, lavoro, spese, scadenze di ogni sorta, lezioni da preparare, libri da leggere, progetti e relazioni sociali da coltivare, problemi a non finire, casa da accudire, radio e  tv, internet, sms, mail, cellulare!!!... Insomma anneghiamo la giornata in tante cose (nessuna delle quali in sé negativa), nella frenesia di un attivismo o viceversa nell’inerzia di un’abulia che esigono come sottofondo la “geenna del rumore”, scudo di protezione dalla fatica di fermarci, o viceversa destarci, a pensare le questioni fondamentali: “Dove sono nella vita? Davanti ad ogni dramma dove mi colloco io? Dov’è il mio posto rispetto a mia moglie, alle persone che incontro ogni giorno, ai morti, ai vivi?”(1). 

Rumori 
(Anna Forlati)
Siamo immersi in un oceano verbale segnato da nebbie semantiche non casuali: frasi fatte, enunciati oscuri, vocaboli diventati ambigui come solidarietà, pace, ambiente, accoglienza, destra, sinistra…
E così la nostra vita quotidiana trascorre nella “galleria del vento di pettegolezzi e di chiacchiere”: baconiani “idòla fori” finzioni della nostra mente, pubblici dibattiti di gargarismi linguistici, parole fantasma consumate ed usurate dai media che ogni giorno ci confermano di vivere “nell’era della menzogna organizzata” (2).
Ma che cosa è il silenzio?