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martedì 10 maggio 2016

I genitori e la scuola. Immagini di Riccardo Guasco.

Riccardo Guasco, 
Pensiero di bambino 
su tela monocroma
del MoMA 
(fotografato e ritoccato al volo)
"Voi siete gli archi da cui i figli,
come frecce vive, 
sono stati scoccati in avanti"
(Kahlil Gibran, Il Profeta, I Figli). 


L’irrompere della  frenesia della frammentazione e disgregazione non può non avere ripercussioni anche sulla scuola e condizionare comportamenti ambivalenti in  tutte le sue componenti: Genitori, Studenti, Docenti. 
Nella mia veste di preside ho incontrato i genitori in 2 tipologie antitetiche (tralascio volutamente le numerose sfumature tra i due poli).
Riccardo Guasco, 
Io ti proteggo
Nella prima emergono i genitori chiusi nelle loro individualità ed egoismi, difensori ad oltranza per partito preso dei figli, figure da progettare secondo i canoni   della “cultura dello scarto” e del successo. L’affetto indubbio per i figli si trasforma nel più o meno consapevole mendicare  ad ogni costo la loro “amicizia”: non c’è dialettica relazionale, dialogo, ma complicità di fronte alle loro azioni e resa di fronte alle loro richieste. Per costoro i docenti sono per lo più incapaci, non autorevoli, spesso rei di presunte ingiustizie ed affronti. 

Riccardo Guasco, 
Il torto e la ragione
Troppo impegnati su altri versanti - aggressivi o passivi a seconda dei casi, in crisi d’identità, senza fiducia nella società, spesso in difficoltà economica -  non si accorgono dei rischi formativi dei figli, minimizzano i casi di bullismo relegandoli a poco più che uno scherzo, si scandalizzano se solo si sfiora la possibilità, che possano essere coinvolti nel consumo – non dico di spaccio - di droga ed alcool. Nel clima di rivalsa, divisione, reciproca sfiducia ed incomprensione non si costruisce nella scuola una comunità educativa aperta ad ogni inclusione.
Riccardo Guasco, 
Due linee bianche 
(che prima o poi 
si incontreranno)
La seconda è formata  da persone consapevoli che la scuola è un’insostituibile risorsa di umanità per affrontare le sfide del presente, nella solidarietà tra le generazioni. L’affetto per i figli si inscrive in una relazione dialettica, in un dialogo pieno d’amore, che non teme conflittualità e contrasti, perché li sa gestire. Genitori consapevoli che famiglia e scuola sono per i lori figli la prima e seconda comunità, la porta aperta verso il mondo, lo spazio della fiducia fondamentale, degli affetti e delle relazioni: luoghi di costruzione della propria identità e di scoperta della differenza, in cui ci si prepara alla partenza ed alla separazione per far lievitare, divenuti autonomi e corresponsabili, il mondo delle relazioni sociali e del lavoro.
Riccardo Guasco, 
Se ci uccidono il chiaro di luna 
ne abbiamo pronti altri tre
Si sentono pertanto responsabili verso la scuola, partecipano, anche con sacrificio, agli organi collegiali (consigli di classe, consiglio di istituto, assemblee ed associazioni dei genitori), sforzandosi di vivificare una partecipazione giuridica per molti aspetti datata e dar credito alla speranza. 
Perché far crescere i figli in questo  tempo di crisi non è facile per nessuno e non è facile credere nel futuro. Ogni crisi è in sé ambivalente. L’emblematico ideogramma cinese “crisi” deriva dalla composizione di due ideogrammi: uno significa “opportunità”, l’altro “minaccia”. Che cosa è il futuro per i nostri giovani, promessa o minaccia? 
Riccardo Guasco, 
Uomo rosso che danza 
davanti alla tempesta
Secondo psicoterapeuti e psicanalisti la percezione che i genitori consegnano ai figli condiziona la loro fiducia nel futuro. La sfiducia degli adulti produce un effetto deleterio, perché gli adolescenti, per aver voglia di diventare adulti, hanno bisogno di credere nel futuro come opportunità, come promessa e non come minaccia (1). I genitori fiduciosi nel futuro sono quelli capaci di raccogliere, condividere e diffondere il paradigma dell’accoglienza: comprendere l’altro (i figli, i docenti, il “prossimo”) nella sua alterità ed identità, comprendere il suo orizzonte ed insieme vincere l’ignoto della discontinuità.
Riccardo Guasco, 
Fino alla fine del fiume, 
poi sempre diritto

Adulti che vivono la scuola come luogo di incontro tra persone, nel rispetto delle differenze di opinione, dei ruoli e delle responsabilità di ogni componente, offrendo un apporto delicato, che infonde fiducia nel presente e nel futuro e proprio per questo è foriero di approcci positivi dei loro figli verso altre istituzioni.

Nota 
(1) Cfr. Ph. Jeammet, Crescere in un tempo di crisi - come aiutare i nostri figli a credere nel futuro, VP, Mi, 2015, p.20 e sg.  Inoltre: M. Lancini, Adolescenti navigati - come sostenere la crescita dei nativi digitali, Erikson, Trento, 2015, p. 32 e sg.


Riccardo Guasco, 
Ritratto a matita
Riccardo Guasco è un illustratore e pittore italiano (nato ad Alessandria nel 1975) di fama internazionale, le cui immagini compaiono su libri, riviste, manifesti pubblicitari. Ha collaborato con The New Yorker, Rizzoli, Giunti, DeAgostini, Emergency, Sole 24 Ore, Eni, TIM, Diesel, Rai, L'Espresso.... Lo ringraziamo di cuore per averci accordato il permesso di pubblicare sue immagini. 
Alla sua arte, che coniuga magistralmente tradizione - soprattutto relativa alle avanguardie novecentesche - fantasia, estro poetico e ironia, dedicheremo un prossimo articolo. Per visitarne il sito cliccare qui.

Post di Gian Maria Zavattaro: secondo estratto dalla relazione tenuta il 2/5/2016 al Campo Scuola Agesci, presso Sassello, diretto da Fabrizio Coccetti e Donatella Mela, appena eletta Capo Guida nazionale. Per il primo si può vedere:

Iconografia di Rossana Rolando. 

2 commenti:

  1. Quante volte le nostre situazioni irrisolte o risolte a metà, rimandate a tempi che lentamente arrivano... Tutte queste situazioni, non unificate già in noi, non possono far altro che essere scagliate su ciò che riteniamo "responsabile"... E allora vai.... La scuola,lo Stato, la famiglia,....
    Penso alla sinergia di gente motivata a conoscersi, a mettersi in discussione,a" crescere" sempre.... Ogni tipo di aggregazione... compresi i nostri" consigli di classe ".. Per mostrare per primi ciò che desidereremmo dagli altri....
    Un caro saluto

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  2. Sono i Genitori collaborativi che fanno la differenza in ogni scuola, genitori che non cedono alla tentazione dei meccanismi proiettivi (delle proprie frustrazioni o desideri od aspirazioni nei figli) e del narcisismo secondario, che accettano di farsi piccoli perché loro possano diventare grandi, che non rinunciano al loro ruolo profetico, non si lasciano avvilire nella riproduzione di modelli consunti e non considerano la scuola una fabbrica di egoismi…. Buona serata ed un affettuoso saluto da parte di Rossana.

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