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martedì 18 ottobre 2016

Beppe Giacobbe, icone della modernità.

L'universo visionario di Beppe Giacobbe lavora nella direzione opposta rispetto a quell'analfabetismo culturale (metaforicamente inteso come incapacità di leggere noi stessi e il tempo in cui viviamo) che è per tutti un rischio.
Di Rossana Rolando.
Beppe Giacobbe (qui il sito) è un noto disegnatore italiano le cui immagini compaiono stabilmente sul Corriere della Sera (ma sono pubblicate anche da altre testate giornalistiche nazionali e internazionali e da case editrici come Einaudi, Mondadori, Laterza) ed è altresì maestro riconosciuto da giovani talenti che a lui si ispirano (per esempio Alessandro Gottardo, denominato Shout, già presentato in questo blog).  Per descrivere il suo stile visionario e il suo impegno comunicativo assumo - previa autorizzazione - alcune parole-figure che mi paiono emblematiche.

Beppe Giacobbe, 
Analfabetismo funzionale
ANALFABETISMO.
Immagine surreale e complessa, carica di enigmatiche suggestioni: da un grande libro, posto a basamento, rotolano nel nulla le lettere dell’alfabeto, vuote sagome nere che non sanno più fondare un mondo ordinato e sensato. Tutto è rovesciato. Senza nome le cose non hanno un loro posto. Nessun attrezzo è in grado di aggiustare le parole. L’analfabetismo – culturale, spirituale, emozionale - è la perdita di un codice interpretativo di se stessi e del mondo, del dentro e del fuori, dell’alto e del basso, del prima e del poi. E’ il regno del caos che rischia continuamente di travolgerci e sommergerci.
Beppe Giacobbe, 
Tracce
TRACCE.
Disegnare percorsi interpretativi della realtà: le immagini hanno questo scopo, vogliono suggerire chiavi di lettura. Sforzi rischiosi e laboriosi volti ad arare terre inesplorate, tentando e ritentando. E’ la fatica di uscire dalla banalità e dal luogo comune, non accettando semplificazioni (come racconta un’altra bella immagine che riproduce tre situazioni di progressiva riduzione del proprio raggio di osservazione alle strettoie di un imbuto). Questo è il compito del disegnatore di tracce  e, nello stesso tempo, è l’itinerario maieutico che scuote, risveglia, de-stabilizza, suscita pensiero in chi vuole seguire quelle tracce.

Beppe Giacobbe, 
Ispirazione
ISPIRAZIONE.
La creazione artistica – anche nella forma “umile” dell’illustrazione – non è mai semplice esecuzione tecnica di chi possiede gli strumenti e le abilità necessarie al fine di tracciare le linee di un disegno. Lavoro, fatica, téchne non bastano da sole a produrre l’idea, che è poi la caratteristica fondamentale dell’illustrazione concettuale. Concipere (da cum e capio) significa proprio afferrare insieme, raccogliere, ricondurre la complessità del molteplice ad una qualche – seppur provvisoria - unità. L’immagine deve avere il potere di sintetizzare quello che normalmente rimane unilaterale e slegato, facendo emergere il significato nascosto di una comune esperienza, l’intima verità che sta sotto il guscio delle cose (come Klee insegna). Per questo carattere ri-velativo, che supera lo stesso artista facendone il tramite di un dono - come la pioggia di colori con cui viene rappresentata l’ispirazione  -, l’autentica produzione artistica è prerogativa riservata a pochi, pur essendo molti coloro che possono riviverne il senso e quindi fruirne.

Beppe Giacobbe, 
Groviglio
GROVIGLIO.
Il paradosso (ciò che contravviene all’opinione comune) è il mezzo che intrappola visivamente chi guarda e lo introduce nel cuore segreto delle cose. C’è molto di magrittiano e di surreale nei disegni di Beppe Giacobbe, nelle sue ardite scomposizioni e inedite ricomposizioni del reale, capaci di mettere in scena le angosce, le paure dell’inconscio e di portare alla luce i grovigli e i fantasmi della mente. Questa operazione viene condotta non tanto o non solo dal lato della prospettiva individuale, ma soprattutto dal punto di vista della dimensione collettiva, sociale e storica (l’Europa, l’emigrazione, le presunte identità nazionali… diventano oggetto di rappresentazioni efficacissime, acuminate come frecce). Perciò le  illustrazioni vivono anche al di là dell’articolo di giornale per cui sono nate, fuoriescono dal semplice dato di cronaca per assumere un valore universale e narrare  lo “spirito del tempo” in cui viviamo.

Beppe Giacobbe, 
Dizionario visionario
DIZIONARIO VISIONARIO.
Il libro illustrato di Beppe Giacobbe, edito da Lazy Dog Press e pubblicato nel 2013, contiene immagini corrispondenti a parole le cui iniziali vanno dalla A alla Z, dalla prima parola-immagine che è Abuso all’ultimo termine-figurato che è Zoantropia. Il tentativo sotteso è quello di raccogliere in una sintesi globale – simbolicamente rappresentata dalle lettere dell’alfabeto e dai corrispondenti disegni – il proprio universo visionario. Se l’analfabetismo è perdita dei nomi, incapacità di dare significato alla realtà, questo dizionario lavora nella direzione opposta, volendo ricostruire parole-visioni che rendano più abitabili e sensate la terre in cui viviamo.



8 commenti:

  1. Quanta grazia intelligente dietro l'arte grafica di Beppe Giacobbe (e dentro questo post!). Grazie. Saluti cordiali.

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    1. Rossana Rolando20 ottobre 2016 14:51

      Grazie a lei per la sua gentilezza e per il suo gradito apprezzamento. Buon pomeriggio.

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  2. Rosario Grillo19 ottobre 2016 14:48


    Continua l'esplorazinoe di Rossana alla ricerca di talenti e artisti. Beppe Giacobbe , qui presentato, unisce la grazia alla tecnica in una tono di leggerezza, più riflessiva che spensierata. Appropriate mi sembrano le attribuite affinità con Magritte.

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    1. Rossana Rolando20 ottobre 2016 14:54

      Grazie Rosario! Sì, sono immagini "cariche di pensiero". Un caro saluto.

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  3. Teresa Massaccesi20 ottobre 2016 14:32

    Dizionario dell' alfabeto . . incuriosisce i bambini ...e adulti. ... È un bel tuffo tra tante lettere che illustrano parole e parole... Oggi necessita una formazione che rafforzi la conoscenza delle parole ma anche impegnarsi al discernimento.....

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    1. Grazie per la riflessione. Buon pomeriggio.

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  4. Teresa Massaccesi20 ottobre 2016 14:34

    ...." Icone" per il linguaggio italiano ..... un dizionario da portare sottobraccio andando in giro per la città.... Grazie a Beppe Giacobbe... Il linguaggio italiano riveste la nostra mente dei "colori dell'arcobaleno " ...creato dalle sue immagini .....
    L' anafalbetismo culturale tuttavia non potrà essere completamente eliminato....

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    1. Sì, attraverso le immagini si può riscoprire il senso delle parole e aprire mondi nuovi di significato.

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