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sabato 21 aprile 2018

Creazione. La mano di Dio.

La creazione, come azione teologica e umana strettamente legata al concetto di Persona e di Dono, nella riflessione filosofica e teologica.
Post di Rosario Grillo 
Immagini delle opere di Auguste Rodin (1840-1917).

Auguste Rodin, 
La mano di Dio
“Si può partire dallo studio dell'universo oggettivo, e porre in luce come il modo personale di esistere sia la più alta manifestazione dell'esistenza, e come l'evoluzione della natura preumana converga nel momento creatore in cui sorge questa suprema realizzazione dell'universo. Si potrà dire che la realtà centrale dell'universo è un progredire verso la personalizzazione [...]” (v. Mounier, Le personnalisme, 1949, in Oeuvres, 1962, III; tr. it., p. 9).


La creazione può essere o il più semplice o il più difficile tema da spiegare.
La semplicità sta nella azione diffusa e comune del creare: il fabbro crea le forbici e mille altri oggetti metallici, anche la cuoca può attribuirsi la dote di creatrice dei suoi piatti succulenti.
La difficoltà riguarda lo spostamento dell’asse temporale verso un’origine più o meno a-temporale, fuori del tempo.
La prima specie, moltiplicata per il numero dei potenziali artigiani, è alla portata di tutti e va fatta rientrare nella virtù tecnica della produzione.
In ogni caso, l’etimologia della parola contempla il fare. Aggiungo la mia opinione, che invita a mettere in risalto la res (cosa) implicata e la relazione realtà-creato.
Auguste Rodin, 
La mano di Dio
La complessità della questione teologica intrinseca alla creazione, invece, si articola su questi interrogativi: identità del creatore, natura del creato, ragione e fine della creazione, dimensione temporale.
Prendo spunti sia dalla mitologia sia dalle religioni. Nel primo caso coinvolgendo mitologie sofisticate (poetiche/letterarie) e mitologie culturali studiate dall’antropologia nelle preistorie dei popoli primitivi.
Nel secondo caso, allargando lo spettro della pluralità delle religioni: dalle religioni animistiche alle religioni pagane, alle religioni monoteistiche, dalle religioni civili alle religioni più intimiste e new age.
Ad uno sguardo d’insieme, emergono certe costanti: un intervento svolto nel tempo: da 5 a 10 a 13 giorni la durata della creazione, che fa pensare:
1.La prevalenza di un sentimento del tempo come entità nata con il creato, quindi generato ( Sant’ Agostino).
2.Lo spirito di Bene che muove l’azione creativa. In certi casi, contrastato da una forza contraria rinviante al male (distruzione, morte). Ma anche in questo caso, con la prevalenza dell’intenzione guida di sconfiggere il male e la morte.
3. Compaiono inoltre i quattro elementi: acqua, terra, aria e fuoco, con una certa prevalenza dell’acqua; la ricorrenza di montagne e costruzioni piramidali come tentativi di congiungere terra e cielo.
Auguste Rodin, 
La mano di Dio
4.Spesso è presente l’anima mundi. In Platone (Timeo) è il formale che riconduce ad unità la materia, informe e molteplice, e la muove internamente verso un fine ultrasensibile.
Nella filosofia aristotelica si rinvia al Primo Motore Immobile o Atto Puro, mettendo in evidenza un tipo di sguardo, che per Aristotele parte dal piano fisico (Fisica e Metafisica).
Un accenno merita la tradizione filosofica che, considerando contingente (inficiata dalla possibilità) la creazione, svolge il problema in senso panteista.
In essa, cito ad esempio: Spinoza. Persona segnata dalla discendenza ebraica, che, in reazione al dualismo cartesiano, rappresenta l’Universo con un rigoroso monismo: Deus sive Natura.
Certo il culmine della visione cristiana è il Personalismo, sviluppato compiutamente nel XX secolo da Maritain e Mounier.
Una dottrina che riceve gli affluenti dell’agostinismo e del tomismo.
Raccomando di non perdere di vista la condizione storico sociale, nella quale si delinea la riflessione di Mounier (anni 20-50 del secolo scorso): momento di crisi della società occidentale a causa dell’oppressione dei regimi totalitari, del conflitto bellico, della crisi economica, del disagio esistenziale.
Auguste Rodin, 
La mano di Dio
Viene scolpito il concetto di Persona, come l’opposto del principio primo astratto, del Motore immobile (impassibile) e, nel contempo, segno dell’Uno (senza più la venatura plotiniana, anticamera di teologia negativa).
La Persona è il Dio Creatore per Amore, complemento organico di una natura umana che riconosce la sua universalità non più nel cogito cartesiano, ma nell’atto d’amore (Mounier).¹
Il cogito può diventare scatenante della sopraffazione: arsura di consumo profitto ed ambizione. Punto di forza del materialismo, concepito in tutte le sue colorazioni, compresa quella borghese capitalista.
L’amore, invece, è prossimità ai bisogni, è energia che muove dal cuore, é Misericordia che salva, è vita vissuta nel Dono.
Su quest’orizzonte - spero di essere capito - suggerisco un’analogia di sostanza tra il donare e il creare, fino a proclamare: donare è creare, come all’inverso creare è donare.
Auguste Rodin, 
Benedizioni
L’intero creato è teatro di tale simbiosi, legando in un afflato unico l’inorganico e l’organico, gli esseri umani e gli esseri animali, uomo e Dio. Mi piace sottolineare il conforto a queste tesi che proviene dagli studi scientifici su fenomeni della natura e sul comportamento degli animali.
In questa dimensione l’Amore è energia che tutto muove.²

Note.
1.La persona non è un oggetto, sia pure il più meraviglioso oggetto del mondo, che noi conosceremmo come gli altri oggetti, dal di fuori: essa è l'unica realtà che ci sia dato di conoscere e, in pari tempo, di costruire dall'interno. [...] È un'attività vissuta come autocreazione, comunicazione e adesione, che si coglie e si conosce nel suo atto, come movimento di personalizzazione" (v. Mounier, Le personnalisme, 1949, in Oeuvres, 1962, III; tr. it., p. 8).
2.“La prima esperienza della persona è l'esperienza della seconda persona. Il Tu e quindi il Noi, precedono l'Io o per lo meno l'accompagnano" (v. Mounier, Le personnalisme, 1949, in Oeuvres, 1962, III; tr. it., p. 34).

Per guardare e ascoltare i video, posti di seguito, spegnere la musica del blog (in alto a destra). Il primo video ricorda l'attualità del concetto di persona, il secondo presenta una mostra di Rodin in corso a Treviso.


 
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5 commenti:

  1. Grazie Rossana! Calzante e simbolico, oltre che stupendi, l’accoppiamento con Rodin. Non sono ancora andato a vedere la mostra....
    Grazie ad entrambi di aver creduto nel mio racconto.
    Ultimamente insisto sul motivo della “ creazione continua “, provocato dalla meraviglia delle azioni del Donare. Tanto più preziose quanto spontanee, occasionali, spontanee. A mio parere, costituiscono i Bozzetti del,’Amore.
    Tutti siamo parti in causa!

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  2. Igiardinidimarzo10021 aprile 2018 19:59

    AMO VEDERE NELLA SCULTURA DI RODIN DEFINITA LA "MANO DI DIO" LA TENEREZZA DIVINA VERSO LE SUE CREATURE LE USCITE DAL SUO PENSIERO D'AMORE.
    RISALTA che quella mano imponente non abbraccia solo la pietra, ma anche due piccole figure umane strette tra loro, ADAMO ed EVA.
    Vista da una certa angolazione sembra proprio la foto di un PADRE che accarezza il piedino del suo neonato. Qui mi fermo, perché la descrizione non si addice al MERAVIGLIOSO che è quell’oggetto, in cui è contenuta una sintesi che fa PENSARE. C’è tutto: c’è la durezza inerte della materia, il suo attrito e la scabrezza; c’è l’amorevole fatica di una MANO all’opera che tiene tutto dentro il suo grande palmo, non ultima la tenerezza di due piccole creature nude e non ancora perfettamente definite.......

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    1. Grazie per questo bel commento sulla scultura di Rodin, in sintonia con i contenuti del post.

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  3. La creazione – productio rei ex nihilo sui et subjecti - è pura assoluta gratuità emblema di ogni altra poiesis – in primis la poesia e l’arte, ma non solo – dato che il verbo greco poieo è usato nella narrazione biblica. Ogni nostra azione dovrebbe essere ispirata dalla gratuità della creazione, che non significa fare tutto gratis (molte cose sì, penso naturalmente al volontariato), ma significa l’azione come un donare ed un donarsi asimmetrico, senza reciprocità. Quanto alle opportune e belle citazioni di Mounier, caro Rosario, mi hai allargato il cuore.

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    1. Poieo appunto, di per se’ è simbolo della gratuità. C’è necessità di sganciarlo da ogni atto di possesso, di sentirlo e viverlo nel segno della gratuità, che libera. Su queste cime si muove il Donare. 🎈🎈🎈

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