Post di Rosario Grillo
Immagini delle opere di Auguste Rodin (1840-1917).
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Auguste Rodin,
La mano di Dio |
“Si
può partire dallo studio dell'universo oggettivo, e porre in luce come il modo
personale di esistere sia la più alta manifestazione dell'esistenza, e come
l'evoluzione della natura preumana converga nel momento creatore in cui sorge
questa suprema realizzazione dell'universo. Si potrà dire che la realtà
centrale dell'universo è un progredire verso la personalizzazione [...]” (v.
Mounier, Le personnalisme, 1949, in Oeuvres, 1962, III; tr. it., p. 9).
La
creazione può essere o il più semplice o il più difficile tema da spiegare.
La
semplicità sta nella azione diffusa e comune del creare: il fabbro crea le
forbici e mille altri oggetti metallici, anche la cuoca può attribuirsi la dote
di creatrice dei suoi piatti succulenti.
La
difficoltà riguarda lo spostamento dell’asse temporale verso un’origine più o
meno a-temporale, fuori del tempo.
La
prima specie, moltiplicata per il numero dei potenziali artigiani, è alla
portata di tutti e va fatta rientrare nella virtù tecnica della produzione.
In
ogni caso, l’etimologia della parola contempla il fare. Aggiungo la mia opinione, che invita a mettere in risalto la
res (cosa) implicata e la relazione realtà-creato.