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Visualizzazione post con etichetta Claudio Magris. Mostra tutti i post
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martedì 2 agosto 2022

L'eternità presente. Biagio Marin.

 Post e fotografie di Rossana Rolando.

Grado, casa natia di Biagio Marin
Nel nostro viaggio a Trieste – città dal grande fascino mitteleuropeo, cui dedicheremo presto un post – abbiamo raggiunto, via mare, Grado, il paese lagunare di Biagio Marin, poeta oggi universalmente riconosciuto, di cui la critica letteraria e filosofica si è largamente occupata.¹
Nato in territorio asburgico e poi coinvolto nel processo di unificazione italiana, vive una lunga esistenza, tra il 1891 e il 1985, non priva di grandi dolori, come la morte del figlio Falco, nel corso della Seconda guerra mondiale, e la scomparsa di altri affetti cari (la moglie, il nipote Guido). 
Sulla parete della sua casa natia si legge la scritta di alcuni versi che rimandano ad affanni antichi e a lacerazioni ricomposte nel lavorio dell’interiorità:

Mar queto mar calmo/ no’ vogie no’ brame/ respiro de salmo/ tra dossi e tra lame.

[Mar queto, mare calmo/ non voglie non brame/ respiro di salmo/ tra dossi e tra lame].²

mercoledì 5 gennaio 2022

Grandi sedentari.

Post di Rossana Rolando
Immagini dei dipinti di Peter Ilsted, pittore danese vissuto tra il 1861 e il 1933.

Peter Ilsted, Donna che legge
Una famosa aneddotica, fiorita intorno alla figura di Immanuel Kant, descrive il filosofo sempre legato alla sua Königsberg, da cui non si sarebbe mai allontanato (se si escludono i soggiorni giovanili come precettore). Anzi, secondo un racconto biografico, l’unica volta in cui sta per intraprendere un viaggio, già in carrozza, voltosi a guardare le guglie della città, decide di tornare indietro. Naturalmente si potrebbe insistere sulla leggendaria monotonia del grande pensatore tedesco, sulla abitudinaria scansione della giornata, sugli orologi messi a punto all’ora della sua passeggiata… ma c’è una lettura che mi pare ben più interessante. La presenta, in una ricca conferenza sul viaggio - inserita al termine di questo post -, Claudio Magris, nel momento in cui, per opposizione, cita il valore della sedentarietà, riferendosi proprio a Kant.

💥 Nel tempo prolungato del covid, in queste stesse vacanze di Natale, molti hanno dovuto disdire viaggi e restare a casa. Perciò una riflessione sulla sedentarietà può risultare utile. Il termine richiama proprio la condizione di chi non si muove, rimane fisso in un posto, sta seduto (sedentarius da sedere = stare seduto). Può assumere una sfumatura negativa, quando si riferisce ad una certa pigrizia che trattiene dall’essere attivi. Ma, il latino sedere richiama anche l’idea del piantare, dello stare, del risiedere, quindi evoca la stabilità dell’abitare. Sempre Magris, racconta come, al ritorno da ogni viaggio, anche quando sa di dover ripartire in giornata, disfa comunque la valigia, suscitando il riso dei suoi familiari, proprio per ribadire a se stesso che la casa è la normalità – pur continuamente violata dalle ricorrenti partenze - ovvero il luogo in cui ri-siedere.

venerdì 29 agosto 2014

E' bene avere segreti? Leggendo Claudio Magris.

Post di Rossana Rolando.

Claudio Magris, Segreti e no
Nei miei vagabondaggi in libreria “ho incontrato” un libretto sottile sottile, dal titolo Segreti e no. Una mia cara amica e collega dice proprio così: i libri ti vengono incontro, non sei tu che li scegli, ti scelgono loro. E’ un libretto di Claudio Magris – noto scrittore e intellettuale triestino - edito da Bompiani nel gennaio 2014.
Mi ha intrigato il tema e ho quindi avvicinato il libro con in testa una serie di pensieri e di domande, con una mia “pre–comprensione”. Come sostiene Gadamer, ciascuno di noi si accosta ad una pagina scritta con le proprie attese, i propri interessi, interrogativi e preconcetti, quelli che abbiamo acquisito nella nostra storia e che fanno parte della nostra identità, salvo poi  sostituirli con concetti più adeguati a mano a mano che la nostra lettura procede.
Per farla breve, provo a scrivere le domande con le quali ho avvicinato questo libro e le risposte che ho trovato. Alla fine della lettura – come accade in ogni vero incontro – avrò portato con me qualcosa di nuovo.
Anzitutto, prima di iniziare a leggere, mi chiedo questo: oggi, nel tempo in cui siamo rintracciabili in ogni luogo, attraverso i telefonini, le carte di credito, i social network … nel tempo del Grande Fratello … si può ancora ragionevolmente parlare di una dimensione segreta della nostra vita?