La reciprocità [...]appartiene così essenzialmente alla natura del gioco
[...].
Perché ci sia gioco, non è necessario che ci sia sempre realmente qualcun
altro che
vi partecipi,
occorre però sempre che vi sia almeno qualcosa d'altro con cui il giocatore
gioca
e che risponde al suo movimento con un movimento simmetrico.
Così il gatto che gioca sceglie il gomitolo di lana, perché questo gioca
con lui ...
H.G.Gadamer, Verità e metodo, Bompiani, p. 137.
Gioco: una parola dai molteplici
significati...
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Il gioco ... termine polisenso ...
Caravaggio, I bari. |
Quando parliamo di gioco rischiamo
di parlare di tutto e di niente: il gioco del lotto, della roulette (quella
russa magari)? I giochi elettronici che imperversano nelle case e nei bar, che
fanno ricche le lobbies parassitarie nascoste dietro le quinte, che
rendono i poveri ancor più poveri, che rischiano di impoverire i
comuni che si oppongono al loro proliferare? Giochi delle parti, giochi
maschili e femminili che sin dall’infanzia dividono i sessi? Il gioco
delle tre carte? I giochini dei politici, panem et circenses? Vivere la
vita per gioco e non sul serio? Il gioco come vizio o come virtù? Giocare
l’avversario? Giocare se stesso, giocarsi in una scelta che non ammette
ritorni? Ancora una volta ci si incontra o ci si scontra con
l’ambivalenza di una parola-chiave, polisemica, come tutte le
parole-chiave della vita.