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venerdì 9 ottobre 2015

Un pensiero mattutino con H. Gadamer e J. Vermeer. L’inutilità dell’arte.


Il bisogno di bellezza 
(Jan Vermeer, 
Allegoria 
della pittura)
“Bello è tutto ciò che, senza essere utile  a qualcosa, si raccomanda da sé, talché nessuno chiede a che cosa serve. Questo bello nel più ampio senso del termine  comprende natura e arte, costumi, usi, azioni, opere e tutto ciò che partecipa se stesso e che nel momento in cui viene partecipato appartiene a tutti” (H. Gadamer*). 
... di creatività... 
(Jan Vermeer, 
Allegoria della pittura, 
particolare, l'artista)

Non saprei definire in poche parole l’arte. Ma so che da sempre è segno profondo e richiamo di civiltà; da sempre testimonia il  grado di umanizzazione della terra; da sempre è espressione di creatività, anelito alla trascendenza, sulle tracce e sulle orme del Dio biblico che forgia l’uomo dal fango della terra infondendovi il Suo Spirito (Genesi 2,7).



... L'arte 
appartiene al tempo...
(Jan Vermeer, 
Allegoria della pittura,
particolare, 
Clio, la Musa 
della Storia)
L’arte appartiene al tempo ed alla comunità che l’ha prodotta, vi si immerge, ne è il testimone, si misura con i luoghi concreti del vivere individuale e collettivo, con i mille volti dell’esistenza quotidiana fatta di solitudine o di contraddittorie relazioni; ne osserva  tutti i nodi ed aspetti, belli e brutti, piacevoli ed orribili; raggiunge i sentimenti diffusi tra gli  uomini, le donne, i giovani, i bimbi, gli anziani; rappresenta  nella loro datità od in forme altrimenti inesprimibili fede e speranza, pace e guerra, giustizia ed iniquità, amore ed odio, felicità e tormento, angeli e demoni, paradiso ed inferno, natura e spirito, incontaminati ambienti e barbarie umane; ogni fenomeno ed il suo contrario, in ogni sfumatura.  
... e trascende il tempo e lo spazio...
 (Jan Vermeer, Allegoria della pittura, 
particolare,
la carta geografica)
Perciò ha valore universale, trascende i singoli tempi e spazi e appartiene a tutte le generazioni dell’umanità: per tutti dono contemplativo, maieutica che fa emergere in ogni tempo la capacità di vedere e rapportarsi gratuitamente agli altri ed al mondo in termini “inutili”, scoprendo o riscoprendo in ognuno, purché persona libera, l’arcano della  meraviglia e la gioia delle emozioni. E’ sublime capacità  di suscitare in ogni tempo la vocazione al bello, al  vero, al  bene: “bonum et pulcrum convertuntur”, il ”buon pastore” è anche il “bel pastore” (kalòs), come nell’ideale connessione ellenica di  “kalòs  kai agathòs”.   E’ invito a non dimenticare in ogni  tempo  e spazio l’enigmatico interrogativo che Dostoevskij pone ne “L’idiota” per bocca di un suo inquietante personaggio: “È vero, principe, che una volta avete detto che il mondo sarà salvato dalla bellezza?".
... per riscattare da falsità bruttezza dolore... 
(Jan Vermeer, Allegoria della pittura, 
Maschera di gesso)
E’ possibile riscattare questo nostro  mondo pervaso  di brutture falsità dolore con la bellezza, la convivialità, la libertà, la creatività, la gratuità? Non so, eppure questa è  la vocazione dell’arte.
Le recenti blasfeme distruzioni di millenari manufatti artistici per mano di fanatici sono ferite inenarrabili,  ma anche un terribile monito  perentorio ad essere tutti – qui, ora, dovunque, a casa, scuola,  lavoro, in vacanza – fattivi “responsabili delle bellezze del mondo”.

JanVermeer, Allegoria della pittura.


Il dipinto che abbiamo inserito in questo post – Allegoria della pittura – di Jan Vermeer (1632 - 1675) è ricco di simboli e potrebbe ben accordarsi con i contenuti che abbiamo voluto esprimere: il pittore è colto di spalle, è forse lo stesso Vermeer o, più in generale, l’artista. L’ispirazione gli giunge da Clio, la musa della Storia, rappresentata nelle vesti di una fanciulla incoronata di alloro, con in mano un libro e una tromba. E’ nello scorrere del Tempo che si raccoglie, infatti, tutto il materiale di cui il pittore si serve: suo compito è penetrarlo, trasfigurarlo ed elevarlo (l’alloro che si intravede sulla tela) alle altezze di un messaggio che supera il tempo e lo spazio – mirabilmente simboleggiato dalla cartina geografica – andando oltre la maschera della dura realtà (nel dipinto posta sul tavolo, come scultura di gesso), per custodire in ogni momento l’aspirazione alla bellezza (lo strumento musicale). Un’ultima osservazione: l’artista ritratto di spalle, dalla parte dello spettatore, è come noi, vede quello che vediamo noi … forse per suggerire che ciascuno è chiamato a tener desta la vocazione al “bello”, al “vero”, al “buono” che l'arte sa esprimere.

*H. Gadamer, Elogio della teoria, Discorsi e saggi, Guerini e Associati, Mi, 1990, p. 23).

2 commenti:

  1. Vermeer e Gadamer: ottima commistione! Condivido l'augurio che ogni uomo o donna di buona volontà sia responsabile delle bellezze del mondo. Buon fine settimana.

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  2. Grazie! Abbiamo visto, mia moglie ed io, l’ultimo post su Padre Pio e il “giardinetto con splendide sophore japoniche”… Vi si coglie la tensione alla bellezza e anche, garbatamente, la denuncia della sua continua negazione e qualcos’altro ancora…. Anche questo è un modo per essere responsabili del mondo. Ricambiamo l’augurio di buon fine settimana.

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