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martedì 6 ottobre 2015

Il coraggio di "sentire il sapore" e di "aver sapore".


Avere il coraggio 
di pensare 
autonomamente...
(August Macke, 
Donna che legge)
Sàpere aude
Sàpere aude, abbi il coraggio di servirti del tuo proprio intelletto”*: esortazione latina** diventata giustamente famosa grazie a Kant, che ne fa il motto dell’Illuminismo nel suo scritto del 1784 “Risposta alla domanda: che cosa è l’Illuminismo?”. 
Cosa significa oggi? 
“Aude”: abbi il coraggio prima di tutto di essere te stesso, di  scegliere sempre e solo in base alla tua coscienza, libero di fronte ad ogni potere. 
... nel vortice 
del nostro tempo... 
(August Macke, 
Cerchi di colori)
“Sàpere”: se come verbo transitivo significa sapère - conoscere - capire - intendersi di, nel suo significato etimologico, come intransitivo, è aver sapore - sapère di -  odorare di - avere il senso del gusto - gustare - sentire il sapore ed in senso figurato avere intelligenza - essere saggio, prudente, assennato.
Tramontate le illusioni illuministiche, qual è per noi il possibile significato del “sapio” in questa società in cui la  condizione umana generalizzata è quella di consumatori individualisti, plagiati, eterodiretti, smarriti nelle nostre “vite di corsa”,  affidate alla liquida esperienza del momento?
... cercare la propria singolarità 
all'interno del mondo... 
(August Macke, 
Con una giacca gialla)
Il latino sapio radicalmente contesta la dimensione di queste collettive esistenze: se etimologicamente significa ho sapore (il mio proprio sapore), ho il senso del gusto (il mio gusto), esso reclama una mia irrinunciabile singolarità costruita nelle mie quotidiane scelte ed in relazione al mio vissuto.
“Sapere aude” mi pare che oggi comporti  il coraggio di gustare la libertà come responsabilità personale, il gusto di essere persona che pensa, pur riconoscendo la propria ignoranza ed i propri limiti.  Il coraggio di odorare di filosofia,  di poesia, musica, arte. Il coraggio di sentire il  sapore della ricerca che investe tutta l’esistenza: atteggiamento che è un guardare  dentro noi stessi  per potere osservare il mondo, sperare di una speranza non ingenua ma tragica, scevra da ogni apriorismo, avversa ad  ogni manipolazione, sincera come lo sguardo sognante dei nostri bimbi.

... odorare di poesia... 
(August Macke, Pierrot)
Il coraggio infine, per citare ancora Kant,  di avere intelligenza nell'“uso pubblico della ragione”:  non una faccenda privata o neutrale,  ma capacità di vagliare  criticamente questa nostra società ed i suoi stereotipi  per prender parte attiva a favore di una comunità umana nuova.

...progettare 
una nuova convivenza ... 
(August Macke, 
Composizione di forme)
La donna e l’uomo che hanno sapore sono in grado di dare sapore, di formare al gusto di  pensare, di amare, di diffondere le proprie conoscenze imparando l’arte del dialogo, dell'ascolto e del confronto in  una relazione vissuta e ricercata come fabbrica di solidarietà. Forse, chissà, questa potrebbe essere la strada, o almeno il sentiero, dell'odierno coraggio del  "sapere aude”...

... aprire vie di dialogo... 
(August Macke, 
Coppia nella foresta)
“Un tempo, in alcuni regimi, bisognava difendere l’autonomia dell’individuo davanti alla totalità pervasiva del sistema che lo annullava. Oggi bisogna dare un valore alla solitudine del singolo, renderla intelligente, consapevole: anche in questo caso autonoma, sia pure per un processo inverso. Conservare la libertà di scegliere significa tenere aperte opzioni diverse, cioè lo spazio dell’azione, dell’azione politica. Il problema sembra addirittura fisico, è invece culturale” ( Z. Bauman - E. Mauro, Babel, Laterza, 2015 p. 152).

... ritagliare 
zone interiori di silenzio... 
(August Macke, 
Paesaggio 
con chiesa e il percorso)
*(traduzione di P. Martinetti, Antologia kantiana, Paravia, To,1944, p. 212)
**(v. Orazio, Epistole I, 2, 40)

August Macke è un pittore tedesco nato nel 1887 e morto al fronte nel 1914. Una vita brevissima, ma avida di conoscenze - assimilate in diversi viaggi - e di sperimentazioni. Il suo percorso artistico si snoda idealmente dalla tradizione del Rinascimento italiano agli sviluppi più recenti dell’arte: l’impressionismo francese, l’uso trasfigurante del colore in Matisse, l’espressionismo tedesco, l’astrattismo di Kandinskij, il cubismo di Delaunay. Una produzione ricchissima che accoglie tanti stimoli e li restituisce in dipinti carichi di luce, di solarità, di energia... riflessi di una trasfigurazione gioiosa della realtà.

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