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Visualizzazione post con etichetta Commento a un brano musicale. Mostra tutti i post
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venerdì 12 novembre 2021

Note musicali.

Post di Rosario Grillo.
Immagini del pittore olandese Jan Miense Molenaer (1610-1668).

Jan Miense Molenaer, Interno con violinista
Vado a proporre riflessioni che, nascenti dal mio abituale ricorso alla musica, si riconnettono all’area del legame corpo-spirito, di cui ultimamente mi sto occupando.
Sono un abbonato di Imusic, servizio di Apple; utilizzo l’ascolto della musica per scopi di relax. (1). Confermo, così facendo, (senza, per questo, adottare i principi e la metodologia della musico terapia), la canonica che dà attuazione alla tradizione più antica sui benefici influssi del ritmo. Per questo, basta citare l’importanza della musica nella cultura greca, dove, in ispecie nell’età più arcaica, poeti-aedi, pastori e ninfe esaltarono la combinazione tra parola e suono e l’intreccio con il passo di danza. Tutto un mondo esprimeva i suoi sentimenti in questa maniera. Il teatro ne risentiva. La “cultura degli eroi” ne usciva esaltata.
Io, molto modestamente, mi addormento, confortato dal suono (posso dire: cullato).
 
💥 Musicoterapia.
Da un bel po’ di tempo, a badarci bene, è stato scoperto il benefico influsso della musica in funzione di cura di certe malattie, di stati d’ansia, addirittura di scompensi cardiocircolatori. Ed è stato di grande momento l’impiego della musica nella psichiatria, cardine della dottrina rivoluzionaria che ha liberato la follia da ogni stigma sociale.
Sono richiamati, in questo caso, certi studi che, a largo raggio, hanno rilevato, per via scientifica, l’influenza esercitata dalla musica sulla crescita delle piante, nella reazione dei corpi animali, appunto, di tutti gli animali, quindi anche del corpo umano.

martedì 24 luglio 2018

Canzoni d'autore.

Post di Rosario Grillo
Leonard Cohen
In estate prevalgono compilation evasive, hit famose che invitano a frequentare le spiagge e le discoteche di mare per scatenare la frenesia.
L’Italia però vanta una bella ed importante canzone d’autore. Con essa voglio affrontare - sono le canzoni stesse a suggerirmelo - il campo tematico della problematicità esistenziale nel momento presente, fatto di aggiunte difficoltà economiche, di assenza di prospettive, di vita grama urbana e suburbana, di un certo grigiore.
Il mio giudizio è che dietro di esse, non curate, si nascondano livore, rabbia e disgregazione sociale.
🌟Comincio da Battiato e da una canzone uscita nell’album “apriti sesamo”.
È in grado di incorniciare la pulsione, insistente e vuota, dell’avere, a discapito di quella dell’essere.

sabato 27 maggio 2017

Ivano Fossati, la speranza di vita che porti con te.

Post di Rossana Rolando 
Fotografie di alcuni album di Ivano Fossati, all'interno della sua ricca produzione, svoltasi tra il 1971 e il 2011 (per il sito del musicista cliccare qui).

Ivano Fossati, 
Fotografia dal sito di Repubblica
Nei testi musicali di Ivano Fossati c’è una poetica del quotidiano che celebra la vita nella sua godibilità e nel suo interno valore. L’atto del vivere – pur nella finitezza di ogni esperienza umana – ha una sua bellezza, una sua luminosità, una profondità degna di essere amata.
Copertina dell'Album  (1993)
in cui è contenuta La pioggia di marzo
Emblematica a questo proposito è La pioggia di marzo - splendida rivisitazione del testo brasiliano di Tom Jobim da parte di Ivano Fossati (per il confronto tra i due brani vedi qui) - in cui gli aspetti dell’esistenza sono intrecciati e fusi in un unico flusso vitale, fatto di sentimenti e situazioni (“è quando tu voli rimbalzo dell'eco/ è stare da soli”), impastato di sogni (“margherita di campo è la riva lontana… è la nave che parte”) e di reminiscenze infantili (“è la fata Morgana”… è Madamadorè”), attratto dall’ignoto (“è mistero profondo… è il fondo del pozzo”), arricchito dalla semplicità dell’esperienza umana (“è…goccia che stilla un incanto un incontro è l’ombra di un gesto, è qualcosa che brilla… è legna sul fuoco, il pane, la biada, la caraffa di vino il viavai della strada”), nutrito di poesia e cultura (“è la luna e il falò”, di pavesiana memoria), ammirato dalla magnificenza della natura (“è voglia di primavera è la pioggia che scende… è una rondine al nord la cicogna e la gru, un torrente una fonte…”) consapevole del limite (“è il sonno e la morte…”) e del dolore (è… una piccola pena… burrasca passeggera”),  teso verso il futuro (“è progetto di casa”)…

venerdì 17 marzo 2017

Fabrizio De André, La cattiva strada, "esegesi".

🖊 Post di Rossana Rolando.

🎸 La cattiva strada. 

(brano e musica di Fabrizio De André e Francesco De Gregori, Album Volume 8, 1975). 

Per leggere il testo cliccare qui.

Fabrizio De André, Concerto (1980)
Nell’esegesi che intendo suggerire la cattiva strada non è un’espressione ironica, è proprio una strada cattiva, anzi “captiva”, nel senso latino del termine: una sequenza di prigioni” in cui sono simbolicamente raccolte tutte le schiavitù che attanagliano l’umanità sofferente.
Il personaggio misterioso (il soggetto di tutti gli incontri) è colui che la percorre fino in fondo. La “cattiva” strada è divenuta la sua strada, quella in cui ha scelto di  rendersi visibile.
Non rimprovera e non fa prediche, compie invece gesti che stupiscono e provocano un sicuro effetto, tanto che tutti lo seguono affascinati, come se fossero risvegliati ad una nuova vita:
🔵 al militare che non ha ancora sparato e lo farà in obbedienza ai comandi (innocente perché inconsapevole o autoassoltosi nell'obbedienza al dovere) getta in faccia uno sputo (e gli ricorda che questo è niente in confronto all'orrore della guerra);