Post di Rossana Rolando
Fotografie di alcuni album di Ivano Fossati, all'interno della sua ricca produzione, svoltasi tra il 1971 e il 2011 (per il sito del musicista cliccare qui).
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Ivano Fossati,
Fotografia dal sito di Repubblica |
Nei testi musicali di Ivano Fossati c’è
una poetica del quotidiano che celebra
la vita nella sua godibilità e nel suo interno valore. L’atto del vivere – pur
nella finitezza di ogni esperienza umana – ha una sua bellezza, una sua
luminosità, una profondità degna di essere amata.
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Copertina dell'Album (1993)
in cui è contenuta La pioggia di marzo |
Emblematica a questo proposito è La pioggia di marzo - splendida rivisitazione
del testo brasiliano di Tom Jobim da parte di Ivano Fossati (per il confronto
tra i due brani vedi qui) - in cui gli aspetti dell’esistenza sono intrecciati
e fusi in un unico flusso vitale, fatto di sentimenti e situazioni (“è quando
tu voli rimbalzo dell'eco/ è stare da soli”), impastato di sogni (“margherita di campo è la
riva lontana… è la nave che parte”) e di reminiscenze infantili (“è la fata
Morgana”… è Madamadorè”), attratto dall’ignoto (“è mistero profondo… è il fondo
del pozzo”), arricchito dalla semplicità dell’esperienza umana (“è…goccia che
stilla un incanto un incontro è l’ombra di un gesto, è qualcosa che brilla… è
legna sul fuoco, il pane, la biada, la caraffa di vino il viavai della strada”),
nutrito di poesia e cultura (“è la luna e il falò”, di pavesiana memoria), ammirato
dalla magnificenza della natura (“è voglia di primavera è la pioggia che scende…
è una rondine al nord la cicogna e la gru, un torrente una fonte…”) consapevole
del limite (“è il sonno e la morte…”) e del dolore (è… una piccola pena… burrasca
passeggera”), teso verso il futuro (“è
progetto di casa”)…