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sabato 4 marzo 2017

Wassily Kandinsky e la fiaba.

Il legame di Kandinsky con la tradizione popolare russa - l'immaginario e le fiabe - in due dipinti del primo Novecento: "Il cavaliere azzurro" e "La vita variopinta".
🖊 Post di Rossana Rolando.

Il cavaliere azzurro (olio su tela, 55×60, 1903, Collezione privata, Zurigo) e La vita variopinta (tempera su tela, 130×162,5, 1907, Lenbachhaus Monaco) di Wassily Kandinsky (Mosca 1866 – Neuilly-sur-Seine 1944) appartengono alla fase precedente l’astrattismo, fatto risalire al 1910 - data in cui compaiono i primi acquerelli privi di oggetto figurativo realistico - e alla pubblicazione, due anni dopo, de Lo spirituale nell’arte.

Wassily Kandinsky, Il cavaliere azzurro
Oltre a ispirare successivamente, nel 1911, il nome del gruppo fondato a Monaco (di cui fanno parte, tra gli altri, Franz Marc e Paul Klee), Il cavaliere azzurro (o Il cavaliere blu, Der Blaue Reiter, 1903) ha una forte valenza simbolica: l’uomo in corsa sul cavallo bianco è l’alter ego dell’artista e rimanda al senso della vita come lotta tra bene e male, come tensione volta ad affermare il primato della dimensione spirituale su quella materiale. Il blu è il colore prediletto: il colore del cielo, della quiete introspettiva, della beatitudine, simile musicalmente a un flauto quando è azzurro, a un violoncello nel momento in cui diventa blu, a un contrabbasso se è molto denso e, infine, nella sua manifestazione “più scura e solenne” a un organo (Lo spirituale nell’arte, Se, Milano 1989, p. 65).

Wassily Kandinsky, La vita variopinta
Il cavaliere ritorna anche ne La vita variopinta, dipinto collocabile agli inizi del 1907, quando Kandinsky vive a Sèvres, vicino a Parigi, e ripensa all’amata Russia (riconoscibile è il colle del Cremlino), trasfigurandola idealmente sulla tela. Quest'ultima riassume in sé tutti gli archetipi originari della mente umana: l’amore erotico raffigurato dal giovane posto all'inseguimento della fanciulla, in alto a sinistra e, subito sotto, la morte evocata dai teschi che ricoprono l’abito talare di un prete; la discordia e la guerra rappresentate dai randelli alzati dei contadini, al centro; la vecchiaia messa in scena dal vegliardo, con il suo lungo bastone, nella parte centrale dell’opera; la vita racchiusa in quell'icona sacra della madre stretta al suo bambino, in basso a sinistra; la giovinezza identificata con un ragazzo che suona il flauto, giù a destra…
Il linguaggio pittorico è simile a quello naïf, appreso da Kandinsky nel 1889 durante il suo viaggio di studio a Vologda, e attinge alla tradizione popolare russa dell’immaginario medievale e delle antiche fiabe. La vitalità, l’energia, la gioia che il dipinto comunica sono date principalmente dai colori utilizzati in forma pura, in pennellate radicalmente distinte, e concepiti come strumenti potentemente espressivi, mediatori psicologici di emozioni interiori e di vibrazioni spirituali.   

10 commenti:

  1. Rosario Grillo4 marzo 2017 12:23

    Rossana continua la sua provvida opera di "educazione artistica" guidandoci soprattutto su sentieri di "spiritualità dell'arte"
    Aver presente il periodo iniziale di Kandinsky aiuta a comprendere la fase dell'astrattismo.
    Il naïf, tipicamente orientale, lascia prevalere la fantasia e le emozioni.

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    1. Rossana Rolando4 marzo 2017 12:26

      Grazie di cuore Rosario per la tua attenzione e il tuo sostegno affettuoso. Questo piccolo post su Kandinsky (artista che amo molto, in tutte le sue fasi) è pensato in relazione al prossimo, su Benjamin. Ciao, Rossana.

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  2. Mario Valentini4 marzo 2017 12:27

    Grazie per la bella pubblicazione. Buon sabato.

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    1. Rossana Rolando4 marzo 2017 12:55

      Grazie! Ricambiamo l'augurio di un buon sabato.

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  3. Teresa Massaccesi6 marzo 2017 13:18

    Amo questo argomento perché visto che la vita odierna ha un ritmo che deconcentra tanti utili pensieri e quindi ci sentiamo carichi di molteplici tensioni.....allora con Kandinsky possiamo entrare nel suo mondo...Kandinsky è dotato di grandi facoltà artistiche che sono lo specchio del suo animo pieno di colori....
    I colori di Kandinsky colorano la vita reale ....che può essere vista come una fiaba ....
    Secondo il mio punto di vista Kandinsky desidera trasmettere che i colori dei suoi temi possono essere simultaneamente uniti insieme.....
    Qualunque sia il nostro stato d' animo è bene prenderne uno alla volta....come il blu....lasciarci coinvolgere da esso e il vivere si fa più colorato.....andando oltre a ciò che le fiabe propongono.....
    Questa opera di Kandinsky la definirei .......
    ......" Felicità esteriore...."
    [img]https://lh3.googleusercontent.com/3Q61z4rSZt9n7ABF9l2HCn_SwjaYwGLJCPQHPP13T7afdL-o-W7o9pLxQQ8zlD_gBHY2cF5N7Vk=w211-h284-p[/img]

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    1. Rossana Rolando6 marzo 2017 13:48

      Cara Teresa, questo dipinto “Blu cielo” - che a lei comunica felicità - è effettivamente un inno alla vita, con queste forme biologiche che Kandinsky ha raccolto e trasferito su questo sfondo celeste o marino… (e ritorna il blu) comunque un tutto in cui la vita esplode nella sua molteplicità e varietà.

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  4. Confesso che mi era sconosciuta la fase pre-astrattista di Kandinsky. Grazie di di questa suggestiva presentazione!

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    1. Rossana Rolando10 marzo 2017 11:40

      Forse a partire da questa fase, poco conosciuta, si può meglio comprendere (come dice anche Rosario nel suo commento) “lo spirituale” che Kandinsky esprime nella sua maturità.

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