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Visualizzazione post con etichetta Davide Peiretti. Mostra tutti i post
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martedì 1 maggio 2018

Dialogare con il mistero, Edgar Morin.

Post di Rossana Rolando
Immagini delle opere di Davide Peiretti (qui articolo di presentazione: Les Règions inconnues).

Davide Peiretti, 
Ulricht, 1987
🌟L’ignoto. Un termine giganteggia e si impone nel libro di Morin - uscito per Cortina Editore all’inizio di quest’anno - già a partire dal titolo Conoscenza, ignoranza, mistero, ed è, appunto, il termine “mistero”. Morin attraversa gli ambiti e i rami della conoscenza - con ampi riferimenti alla cosmologia, alla fisica, alla biologia, alla chimica - e mostra come la complessità cespugliosa del reale superi di gran lunga ciò che di essa com-prendiamo. Quanto più si espandono le conoscenze, tanto più si acuisce la consapevolezza dell’invisibile nascosto in ciò che si vede, dell’ignoto racchiuso dentro il noto, dell’enigma oltre l’apparente banalità del dato. Il progresso del sapere scientifico sfocia nel non sapere relativamente all’origine, alla fine, alla sostanza di ogni realtà¹. L’uomo stesso, intreccio prodigioso di mente (pensiero, sensibilità, linguaggio) e cervello (base elettrochimica), rimane “il più favoloso dei misteri”². Il cammino della conoscenza non ha quindi esaurito, secondo Morin, la domanda originaria della filosofia, nata dalla meraviglia di fronte alla realtà, nel duplice volto di stupore e terrore, ma l’ha resa anzi più autentica e profonda. Riconoscere e avvicinare il mistero, entrare in dialogo con esso è l’avventura che Morin propone a se stesso e al lettore³.

martedì 20 settembre 2016

"Les Règions inconnues" di Davide Peiretti.

Di Rossana Rolando.
Lame di luce a squarci, di azzurro e di bianco. Particelle che vibrano come pulviscolo nell’aria, nel Tutto del nero che avvolge. 
Nessun possibile riferimento ad oggetti o paesaggi a noi noti, solo segni, colori e  forme.
Davide Peiretti, 
Les Règions inconnues
particolare
Les Règions inconnues - le regioni sconosciute -: questo è il titolo dell'imponente trittico (1979, Tempera e metalli su tela, cm 300×178) di Davide Peiretti (Torino, 1933-2008), pittore della figurazione astratta che opera nella culla culturalmente fervida della Torino anni 60-90. Un artista di cui si conosce la grande passione per il mondo della musica e la dimestichezza con gli strumenti musicali: figlio di un liutaio divenne anch’egli abile nel restauro e nella costruzione di strumenti musicali (la biografia può essere consultata nel sito qui). E’ stato definito “pittore della musica”, proprio in relazione a questo intreccio che non è solo biografico, ma risulta narrato in ogni suo dipinto: note, suoni, melodie e sinfonie si traducono - nel linguaggio pittorico - in corpuscoli, forme, onde che giungono a noi in un movimento elegante e armonioso. Del resto il connubio tra pittura e musica è tema fondamentale nella storia dell’arte. Lo ha messo in evidenza da par suo Philippe Daverio (leggere qui) in occasione della mostra, dedicata a Davide Peieretti, tenuta a Gavirate (Varese) nello scorso maggio.
Davide Peiretti, 
Les Règions inconnues
particolare
Ma c’è un interesse più segreto del pittore torinese che potrebbe illuminare questo dipinto ed è racchiuso nel suo amore per la filosofia. La pittura astratta – ben più della rappresentazione realistica – ha una forte valenza filosofica, perché comunica un’idea, una visione del mondo. In questo consiste la sua grandezza: non nel semplice segno  – linee, figure, colori – ma nella potenza comunicativa di quel segno, nel messaggio concettuale in cui si risolve l’e-mozione estetica.