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Visualizzazione post con etichetta Tullio Pericoli. Mostra tutti i post
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venerdì 25 giugno 2021

Visitati dall'ispirazione.

Post di Rossana Rolando.
 
❇ Ispirazione artistica.
Caravaggio, San Matteo e l'angelo, particolare
Nell’ultimo libro di Tullio Pericoli, dal titolo Arte a parte, c’è un breve capitolo dedicato all’ispirazione.¹ Il tema viene introdotto con la giusta dose di cautela, nella coscienza dell’altezza da cui discende la parola e di un certo senso del ridicolo che si può avvertire pronunciandola per se stessi. Eppure, dice Pericoli, “è innegabile che l’ispirazione esista, come esiste la pittura e come esistono gli attrezzi per dipingere”.²
La paragona ad un treno che corre su binari infiniti, libero e senza meta, non vincolato da orari… messo in moto non si sa da chi e perché o ancora, seguendo un passo di Florenskij (e ancor prima di Platone, nel suo Ione), la accosta ad una calamita che crea attorno a sé un campo magnetico capace di attrarre il ferro ed ogni altro oggetto su cui siano strofinate particelle ferrose: nello stesso modo, la mente può captare le idee, le immagini, le figure che “vagano nell’aria”.³ In entrambi i casi vi è qualcosa di esterno che interviene: chi ha acceso i motori del treno e lo ha messo in movimento nella prima metafora; tutto ciò che è attratto dal magnete, nella seconda figura. Lo stesso accade nell’ispirazione, intesa etimologicamente nei termini di uno “spirito” (respiro, soffio) che penetra dentro (in-spirare) e rende posseduti. Così nasce l’idea, l’intuizione creativa.

lunedì 6 agosto 2018

La psicologia e la poetica della "casa".

Post di Rossana Rolando 
Immagini fotografiche dei disegni di Tullio Pericoli (da La casa ideale di Robert Louis Stevenson). 

Tullio Pericoli
C’è un impressionante racconto di Kafka dal titolo “La tana” (nella traduzione italiana), disponibile anche in audiolibro gratuito su youtube, con la lettura efficace di Valter Zanardi (cliccare qui), che racconta la non-storia (perché non accade veramente nulla, pur essendo del tutto avvincente la narrazione) di un essere (non si sa quanto animale e quanto uomo, come ne La Metamorfosi dello stesso Kafka) che lucidamente progetta e costruisce una casa sotterranea, fatta di cunicoli, gallerie, incroci, piazzette rotonde e una piazzaforte centrale (con la precisa conoscenza di tutta la rete sotterranea e la rispettiva distribuzione delle provviste), allo scopo di mantenersi sicuro da qualsiasi nemico esterno ed interno. Ragiona, analizza, considera, calcola, controlla, sogna: ha edificato una tana perfetta. Un giorno però, nell'immenso silenzio della sua dimora, l’animale uomo ode un sibilo, un rumore nuovo di cui non riesce a scoprire la provenienza e che lo porta a ipotizzare le più diverse origini. Scava qua e là, cerca di non lasciarsi prendere dalla smania, valuta tutte le possibilità, ma non arriva a nulla, tutto rimane immutato e fisso: l’ansia e il sibilo impercettibile sono sempre lì (si conclude così la narrazione incompleta, l’ultima di Kafka, scritta pochi mesi prima di morire).

giovedì 29 settembre 2016

Tullio Pericoli e il suo "Pensieri della mano".

Di Rossana Rolando.

Tullio Pericoli, 
Pensieri della mano, 
2014
Ho letto Pensieri della mano di Tullio Pericoli: un libro per me avvincente (senza esagerare), un autentico saggio di estetica, con riferimenti ai mondi della poesia, della filosofia, dell'arte, condotto da Domenico Rosa nella forma “leggera” dell’intervista. Ho scritto a Tullio Pericoli per avere l’autorizzazione a pubblicare alcune sue immagini in questa piccola recensione e gli ho comunicato la mia impressione. Ricevere la sua risposta è stata una vera emozione, segno di una signorilità che non ha bisogno di rinchiudersi in altezze inaccessibili.
Ho comprato il libro ad Urbino questa estate, in occasione della mostra  Sulla  terra. 2006 -2016 (che è proprio la terra di Pericoli, nato ad Ascoli Piceno).

Tullio Pericoli, 
Libri di libri, 1994 (acquaforte)
Già dalle prime pagine si entra in un mondo incantato in cui hanno vita per sé esseri che abitualmente consideriamo dipendenti da altro o semplicemente inerti: anzitutto la mano (quella del disegnatore) ha una sua autonomia rispetto al resto del corpo, una sua sapienza, una capacità di far emergere il caos della mente e di dare ad esso una forma; e poi andando avanti è la linea a vivere di vita propria, ad avere un inizio e una fine, a intersecare le altre linee con diversa personalità e molteplici significati; e ancora i disegni che, chiusi nei cassetti, sembrano modificarsi da soli e rivendicare una loro propria storia…