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| Otto Kubel, Cappuccetto rosso, 1930 |
"Persona e Comunità" è un blog di riflessione culturale, filosofica, religiosa, pedagogica, estetica. Tutti gli articoli sono scritti da: Gian Maria Zavattaro, Rossana Rolando, Rosario Grillo.
lunedì 1 gennaio 2024
Fiabe.
giovedì 27 aprile 2023
Favola d'amore, Hermann Hesse.
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| Hermann Hesse, Illustrazione per Favola d'amore |
lunedì 3 aprile 2023
L'educazione, Tara Westover.
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| Tara Westover, L'educazione |
sabato 3 dicembre 2022
L'esperienza dell'ingovernabile.
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| Nicola Magrin, Iceberg |
giovedì 30 settembre 2021
Tatto.
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| Caravaggio, La buona ventura, 1594-1595, dettaglio |
lunedì 7 giugno 2021
Narcisismi.
Post di Rossana Rolando.
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| Gyula Benczúr, Narciso, 1881 |
sabato 20 marzo 2021
Unicità. Vocazione.
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| Carlo Brenna, In cerca di luce |
Daimon, angelo, eredità, destino, chiamata… sono alcuni dei termini utilizzati da James Hillman (1926-2011) in Il codice dell’anima per indicare la spinta di fondo della vita di ciascuno, il desiderio che fa vivere. Quelle parole, a ben vedere, rimandano ad una attrazione non voluta, ma trovata, indicano un comando che supera chi lo riceve: essere chiamati a pensare, a suonare, a dipingere, a costruire, a danzare.., essere destinati, aver ereditato un compito. Vi è per tutti una vocazione profonda che caratterizza l’unicità di ciascuno: essa non si sceglie, ad essa si aderisce, si risponde.
Nelle persone eccezionali appare con chiarezza la vocazione, la lealtà nel raccoglierne gli indizi, la convinzione di fondo nel lasciarsi guidare e proprio questo fa sì che tali personalità presentino un fascino particolare. Nei grandi musicisti, per esempio, il richiamo risulta particolarmente esplicito, fin dall’infanzia: da Mozart a Mendelssohn, da Mahler a Verdi⁴. Lo stesso vale per i grandi pensatori, scienziati, artisti.
sabato 27 febbraio 2021
Tradimenti.
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| Pietro Tenuta, Dipendenza |
Tuttavia, dicevo, non è questo tipo di tradimento che ho in mente in questo post.
mercoledì 16 dicembre 2020
Poesia e sublimazione.
Post di Rosario Grillo.
| Pierre Puvvis de Chavannes, Il sogno, 1883, particolare |
Con le imperfezioni intrinseche ad un patito della argomentazione proverò ad imbastire delle note sulle proprietà della poesia e, a più larga raggio, della comunicazione a-logica.
Il pensiero occidentale ha subito il peso onnivoro della logica. È risaputo invece che nella tradizione orientale è stato più largo il ruolo assunto dal l’espressione non logica.
Sono stato provocato dalla lettura di un recentissimo contributo di F. Berardi Bifo, concepito nel contesto della piena pandemia ed interrogativo sulla relazione tra reclusione indotta dall’epidemia ed effusione dei rapporti sessuali. (1)
sabato 15 febbraio 2020
Non esiste gioco senza perdita, Massimo Recalcati.
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| Massimo Recalcati, Le nuove melanconie |
martedì 5 novembre 2019
Il tabù della gratitudine. Massimo Recalcati.
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| L'immagine di copertina è di Gabriella Giandelli |
Il termine indicava, nel passato, “un luogo inaccessibile, inviolabile” e, nello stesso tempo, un limite da trasgredire, un restringimento da oltrepassare. Oggi, nell’epoca della liberazione da qualsiasi legge, il tabù può assumere il significato di un ammonimento che rimanda all’esperienza umanizzante del limite, esso stesso tabù: “segno che la vita non ci appartiene mai come una semplice presenza di cui siamo proprietari, ma è qualcosa che porta con sé la cifra – trascendente e impossibile da svelare – del mistero” (1).
La gratitudine si collocherebbe in questo spazio del riconoscimento del limite, nell’avvertimento della propria dipendenza da altri e nella consapevolezza di essere in larga misura il frutto di quello che abbiamo ricevuto.
domenica 8 settembre 2019
La freccia ferma, Elvio Fachinelli.
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| Elvio Fachinelli, La freccia ferma |
domenica 1 settembre 2019
Imparare a lasciar andare.
Immagini delle illustrazioni di Gianni De Conno.
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| Gianni De Conno, Il buon viaggio |
lunedì 6 agosto 2018
La psicologia e la poetica della "casa".
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| Tullio Pericoli |
domenica 6 novembre 2016
Dentro la psiche.
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| Henri de Toulouse-Lautrec, Stanchezza |
Risalendo per questa via si ha la possibilità di riconoscere nella natura psichica una ambivalenza (passività/attività – presenza/assenza) densa di prospettive.
Ci serve, a tal fine, seguire il percorso di Freud, maestro della psicanalisi.
Nel “complesso d’Edipo”, Freud poneva il test d’ingresso alla vita adolescente, gradino verso la conquista della maturità. In esso, attraverso connotati mitologici, si accentrano le pulsioni libidiche legate al principio del piacere, culminanti nel desiderio incestuoso di possedere la madre.
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| Henri de Toulouse-Lautrec, Il bacio |
Occorre far chiarezza sul “principio di realtà”, che, sbrigativamente, è stato letto come un residuo di “positivismo”.
Nello stesso tempo, l’analisi del “principio del piacere” riconosce che vi si è trasfuso un pansessualismo, molto lontano dal vero Eros. Si è aperta la strada, così, al consenso illimitato al piacere sessuale, rompendo gli argini con l’inganno di realizzare libertà e disinibizione, di trionfare dei tabù.
Non si è rispettata, così, la mescolanza concentrata nell’inconscio di istinto e ragione, desiderio e mancanza (vi è forse dialettica?).
L’inconscio, rivelazione della psicanalisi freudiana, fondata sulla terza deantropomorfizzazione (dopo Galilei e Darwin).
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| Henri de Toulouse-Lautrec, Al Salon di rue des Moulins |
Però, dopo il cammino esaltante del Soggetto moderno, esplorato dalla filosofia e dalla scienza moderne nelle sue competenze conoscitive, tecniche ed etiche, occorre dare la giusta interpretazione di tale debolezza. Essa non nasce da vincoli di autorità o da status di eteronomia; è, invece, la risultanza di una “mancanza”, bisogno di alterità, consapevolezza di natura divisa: in-divido.



















