Iscriviti ai Feed Aggiungimi su Facebook Seguimi su Twitter Aggiungimi su Google+ Seguici tramite mail

Per alcune aree tematiche cliccare sulle immagini.

tag foto 1 tag foto 2 tag foto 3 tag foto 4 tag foto 5 tag foto 6 tag foto 7 tag foto 8 tag foto 9 tag foto 10 tag foto 10

martedì 12 maggio 2015

Lettera di un'amica a Massimo Gramellini.

Una nostra  amica (Patrizia, di Biella) mi ha inoltrato, per conoscenza, una mail diretta a Gramellini. 
“Chissà se la leggerà … - scrive - in ogni caso gli argomenti mi intrigano molto e vorrei condividerli anche con altre persone. Se vuoi puoi pubblicarli o comunque potrebbe essere uno spunto per fare qualcosa. Non so, ma qualcosa bisogna fare”.


Che significa “fare” qualcosa? Fare come “facere-practein” o come “agere- poiein? “Facere” è  agire all’esterno, produrre un‘azione o un oggetto (fare una donazione, devolvere una certa somma, ospitare a casa propria...), insomma agire concretamente e visibilmente. “Agere"  è agire all’interno, dentro di me, rendermi conto delle mie responsabilità, avviare un processo interno di cambiamento, di sollecitudine verso l’altro anche se il suo volto mi è sconosciuto.


Lasciamo il “facere” alla responsabilità, alla sensibilità, alla disponibilità e discernimento di ciascuno.
“Agere” forse è anche  più impegnativo e la lettera di Patrizia, che condividiamo, forse ci può sollecitare  a “guardare”, a non girarci dall’altra parte, a farci carico delle nostre responsabilità in quanto uomini e donne che si dicono civili, solidali e magari anche cristiani.


Lettera di Patrizia Pezzuolo.

Gent.mo Sig. Gramellini, Buongiorno.
A dire la verità non so dire l'oggetto di questa mia mail, ma credo di trovare in Lei una persona che sa ascoltare la mia preoccupazione e la mia inquietudine, dato che quando leggo i suoi articoli o ascolto i suoi editoriali in televisione, mi sento sempre molto in sintonia con le sue parole.

Vorrei esprimerle 
la mia preoccupazione ...

Abito in un paese vicino a Biella e anche da noi ci sono alcuni centri che accolgono ragazzi richiedenti asilo, nella nostra provincia per il momento ce ne sono poco più di cento. Insegno in un liceo cittadino e abbiamo avuto modo, tramite le associazioni che si occupano di queste persone, di incontrare i ragazzi, stare con loro, farli venire a scuola e ascoltare i loro racconti, non solo del viaggio per arrivare in Italia, spesso troppo doloroso e straziante,  ma la storia della loro terra. I nostri incontri si sono trasformati in lezioni di storia, geografia, inglese, francese, antropologia: insomma una vera e propria Scuola.

... sui richiedenti asilo ...
Abbiamo saputo, in questi giorni, che il viceprefetto ha comunicato a molti di loro, provenienti dal Mali, che la loro domanda di asilo non è stata accettata e presto riceveranno un foglio di via e ...diventeranno clandestini, come le persone che cercano di prendere il treno per andare in Germania, di cui parlava l'altra sera.

... che diventano 
clandestini ...
Dopo questa notizia, sono rimasta molto colpita, ferita oserei dire, senza parole. Ma non si può fare silenzio, non vedere cosa ci sta davanti. Le persone che continuano ad arrivare sono il nostro futuro, non possiamo far finta di non vederli o lavarci le mani con un foglio di via - perché noi non sappiamo cosa fare - o rivendicare che altri se ne occupino. Questi Uomini, Donne, Bambini sono un fatto concreto che ci riguarda e dobbiamo continuare a fare tutto quello che è nelle nostre forze per aiutarli, chiedendo certamente anche l'aiuto, necessario, di tutta l'Europa. SIAMO TUTTI RESPONSABILI DI LORO. 

... di cui dovremmo sentirci 
tutti responsabili ...
Per difendere i diritti di queste persone varrebbe la pena scendere in piazza, fermare il mondo, perché tutti insieme si trovi una soluzione ad una situazione umanitaria sempre più grave.
Sono stanca di vedere gente che sa fare tanto clamore per difendere i propri privilegi di casta, ma non riesce a guardare il proprio vicino che non ha riconosciuti i diritti fondamentali. 

... perché siano riconosciuti 
i diritti fondamentali ...
Lo sfarzo dell'expo sicuramente esprime anche valori sani e buoni e potrebbe essere un'occasione, una prima pagina da usare per denunciare e sollecitare il ministero degli interni e tutto il nostro governo affinché si sprema fino in fondo per creare un cordone umanitario, per trovare una via di salvezza per queste persone che stanno scappando da situazioni terribili, causate molto spesso danostri interessi.

... i diritti violati...
Stamattina ho ascoltato la trasmissione Uomini e Profeti di Gabriella Caramore, su Radio Tre: don PierLuigi Piazza, parroco di Zuliano in Friuli, responsabile del centro Balducci, ha portato una bella testimonianza che ha dato uno sprazzo di speranza.

... perché tutti possano 
avere un po' di speranza.
Spero di ascoltare ancora testimonianze, segni che possono cambiare le situazioni anche più difficili se vogliamo e, soprattutto, queste esperienze sono segni che possono insegnarci a leggere la realtà in un altro modo, con meno paura.
Insomma, ci sarebbero tante parole da dire... 
La ringrazio dell'attenzione e per questa volta, auguro io a lei Buongiorno. Patrizia Pezzuolo”.

... perché tutti hanno il diritto di godere 
di un po' di felicità.
Le immagini che accompagnano la lettera sono quelle di Banksy, noto e impegnato artista della street art.

Chiunque, tra gli amici o le persone interessate, voglia seguire le nostre pubblicazioni sul blog e ricevere l’avviso tramite facebook, può cliccare sul mi piace della pagina Persona e Comunità di facebook e, nella tendina che si apre, sul “ricevi le notifiche”. Grazie a tutti.

Nessun commento:

Posta un commento