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martedì 16 febbraio 2016

Profeti oggi, con Péguy. Illustrazioni di Stefano Nava.

Stefano Nava, 
Annunciazione
Charles Péguy“… Come avviene  che tanti buoni cristiani non facciano una buona cristianità? Ci deve essere qualcosa che non va… Se  ci mandassi, se soltanto volessi mandarci una delle tue sante. Ce n’è ancora: dicono che ce n’è, se ne vedono, se ne ha sentore, c’è chi ne conosce qualcuna … Ma non so come accada. Santi ce ne sono, santità ce n’è, e mai il regno del reame della perdizione aveva tanto dominato sulla faccia della terra. […] Ci vorrebbe forse qualche cosa di nuovo, qualche cosa che non si fosse mai vista, qualche cosa che non si fosse mai fatta ancora. Ma chi oserebbe dire, mio Dio, che ci possa essere ancora una cosa nuova, dopo quattordici secoli di cristianità, dopo tanti santi, dopo i tuoi martiri, dopo la passione e la morte di tuo Figlio! Eppoi bisognerebbe, mio Dio, bisognerebbe mandarci una santa… che riesca.” (Charles Péguy, Il mistero della carità di Giovanna d’Arco, ed. Ave minima 26, Roma 1966, pag.16).

Stefano Nava, 
Mosè guarda la terra promessa 
dal monte Nebo
In questi giorni  ho riletto alcuni libri degli anni della mia prima e tarda giovinezza editi da AVE (es.: C. Carozzo - Gruppo del Gallo di Genova - Due profeti l’amore il potere, minima 65, 1971) e da Cittadella di Assisi (es.: E. Schùngel-Strauman, Sofonia-Naum-Abacuc-Abdia-Giona, Israele e gli altri?,1989). E mi sono chiesto: questo nostro tempo,  come ogni altro tempo, ha un forte bisogno di profeti. Ma chi sono, dove sono? Sappiamo riconoscerli? Distinguerli  dai falsi profeti?
Stefano Nava, 
Elia sul monte Oreb
Non sono che un esperto di nulla, di professione sono un inquieto ricercatore, ma da quel poco che ho capito dei profeti dell’AT, da quel tanto e poco che la mia vita mi ha  insegnato, ho solo griglie di interpretazione mutevolmente flessibili, che pretendono un ascolto il più possibile in profondità degli avvenimenti che ogni giorno viviamo.
So bene che profeta non è colui o colei che si rivolge agli uomini e donne del futuro, prevedendone e predicendone fatti e situazioni. Profeta, ieri come oggi, è colui che si situa nel proprio presente e si  rivolge agli uomini e donne del suo tempo, al suo  mondo, al divenire quotidiano della nostra vita ed alla storia  dei nostri giorni. Avverso ad ogni idolatria, tanto intransigente quanto tenero e misericordioso, rifiuta ogni  dualismo tra il gusto per la vita in tutte le sue manifestazioni e la fede che si nutre di tutti i frutti della terra. Vive nella passione per l’uomo e nell’adorazione  di Dio, inscindibili.
Stefano Nava,
Il vento soffia dove vuole
e ne senti la voce,
ma non sai da dove viene
né dove va (GV. 3,8)
Come nell’AT, i profeti del nostro tempo sono tra loro diversi: la denuncia e l’annuncio di ciascuno assumono connotati linguaggi toni differenti, a volte anche contrastanti, collocandosi ognuno nel suo specifico momento  storico e nella sua concreta irripetibile situazione. Anche per questo la parola profetica rischia di essere equivocabile: non è la parola  che si destreggia tra miriadi di mediazioni e condizionamenti, di  “se” e di “ma”; no,  si esprime  nell’unico modo possibile, quello cruciale, quello della sequela di Dio che richiede ad ogni uomo e donna una decisione. 
Stefano Nava, 
Francesco
Ciò comporta ovviamente sempre conseguenze sociali e politiche e quindi interpretazioni riduttive.  Non a caso ogni profeta è segno di contraddizione ed oggetto di attacchi dissacranti da parte di falsi profeti. Disturba le nostre coscienze e sicurezze  la parola che travalica i limiti imposti da una presunta tradizione ed annuncia qualcosa di nuovo e di inatteso: meglio  etichettarla come sogno utopico, presunta eresia, diabolico inganno. La discriminante dei falsi profeti è proprio il livore della loro hýbris ed il vuoto di misericordia e di tenerezza.
Stefano Nava, 
Esodo

Penso invece, ognuno con i suoi carismi nella diversità, a papa Francesco, E. Bianchi,  don Ciotti, Gigi Verdi, E. Olivero, G. Le Mura…,  e nelle città in cui a lungo ho vissuto - da Cuneo a Biella ad Albenga -, o nelle pieghe di internet e dovunque, penso a tanti uomini e donne, per lo più nascosti, impegnati nella parola e nell’azione: laici e chierici, ognuno  a testimoniare e praticare in modo diverso ed irripetibile la stessa Parola. E penso alla responsabilità di noi laici credenti in Cristo, ai tre doni - ricevuti in virtù  del battesimo - sacerdotale, regale, profetico (cfr. LG 34-35-36).
Stefano Nava, 
Visitazione

Caro amico Charles Péguy, che hai illuminato un tratto della mia vita e la giovinezza dei miei studi,  anche tu  oggi saresti d’accordo che il mondo è pieno di visibili ed invisibili persone che la tua Giovanna d’Arco invocava: Ce n’è ancora: dicono che ce n’è, se ne vedono, se ne ha sentore, c’è chi ne conosce qualcuna…” e ri-escono e ri-usciranno….

Stefano NavaPer una presentazione di Stefano Nava rimandiamo ai nostri post Dare senso alla quotidianità delle piccole cose e La memoria e l'albero. 
Chi lo desidera può inoltre visionare il sito di Stefano Nava  e il video Stefano Nava: pittore della quotidianità.

Post di Gian Maria Zavattaro
Iconografia di Rossana Rolando

2 commenti:

  1. Mi piacciono i "cercatori".. ed è vero... sempre inquieti! Quelli che si lasciano interrogare, che fanno delle domande un punto di partenza... e poi... camminano e cadono e si rialzano e continuano a camminare..
    Sono loro, secondo me, che" fiutano "la presenza di un profeta... perché sono più pronti alla novità, più arguti a riconoscerne la voce... spesso soffocata da chi crede di avere tutto in tasca.
    Peguy... ha detto pure..." Non mi piacciono i beati... "
    Grazie di cuore

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  2. Gent.le Nele Nele, don Mazzolari, parlando e scrivendo dell’inquietudine del cristiano, affermava che “Il cristianesimo è l’inquietudine più grande, la più intensa” e che ogni credente dovrebbe essere “travagliato dalla luce stessa che gli fu comunicata”. Da questa luce, in quest’anno di misericordia, Rossana ed io, pieni di inquietudine, camminiamo, cadiamo, ci rialziamo e continuiamo a camminare… Grazie. Buona serata.

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