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domenica 2 novembre 2014

La questione fondamentale.


La questione fondamentale 
(K. Hokusai, La grande onda)
... nelle onde della nostra vita ...
(K. Hokusai, Onde dell'Oceano)
Per Lei qual è la questione fondamentale, quella da cui discendono tutte le altre?
“La questione fondamentale per me dipende da molte cose. Dipende dal momento, dal giorno, dall’umore, dalla situazione in cui mi trovo. Ma in generale, la questione è la prima posta nella Bibbia: “Dove sei?” Dunque: dove sono? Quando Dio domanda ad Adamo: “Ayekah, dove sei?”, penso che sia la questione essenziale. Dove sei nella vita? Davanti ad ogni dramma, in ogni situazione ci si domanda: qual è il mio ruolo? Dove mi colloco, io? Nel grande disegno divino o nel misero disegno degli uomini, dov’è il mio posto  rispetto a mio figlio, rispetto ai morti, ai vivi? Spero, davanti a simili questioni, di tendere una specie di filo che mi lega a quegli uomini, a quelle donne. Nel Midrash c’è sempre il seguente consiglio, rivolto all’essere umano: “Ricordati da dove vieni, dove vai e a chi renderai conto della tua vita!”. Questo è il messaggio della Bibbia. Ma dopo la morte, nell’Olam habà, nell’altro mondo, la prima domanda che viene posta ai morti è: sei stato onesto nei tuoi rapporti con gli altri? E’ la primissima domanda che ci verrà fatta quando ci troveremo davanti al tribunale celeste. Il testo ci insegna una volta di più che i rapporti umani hanno la maggiore importanza. La seconda domanda è: hai atteso la venuta del Messia?”. (Elie Wiesel (e Michail  De Saint Cheron), Il Male e l’esilio, Baldini &Castaldi, Milano, 2001, p. 214).

Nel grande mare delle generazioni passate, 
presenti e future 
(Monet, Il mare a Pourville)
... nel mare sconfinato: 
la piccola imbarcazione di ciascuno ...
(Monet, Impressione. Levar del sole)
Il 2 novembre è il giorno dedicato a com-memorare (ricordare insieme) i propri cari morti e - perché no? - ricordare il cammino dell’umanità attraverso generazioni e generazioni, nei  secoli e nei millenni. Prendere coscienza dei mille volti della morte significa riflettere sui  mille volti della vita e  sulla questione  fondamentale che interessa ognuno di noi, senza lasciarci turlupinare dalla nostra istintiva rimozione e  dalla dominante ossessione in questo nostro tempo di negare o almeno nascondere la morte, magari presentandola attraverso i media come puro spettacolo virtuale. Per un giorno almeno proviamo a ritrovare  senza maschere  il senso profondo del vivere.


C'è chi vuole tuffarsi nel vortice dell'attimo...
(Paestum, Tomba del tuffatore)
... vivendo nell'istante
(Paestum, Tomba del tuffatore).
C’è chi lo ritrova nell’evasione del vortice dell’attimo fuggente che ignora il proprio destino, sprofondando nel carpe diem.  C‘è il disincanto di una solidale e pietosa compassione: 

“E’ per me una melanconica felicità vivere in mezzo a questo gomitolo di stradicciole, di miserie, di voci. Quanto piacere, quanta impazienza e brama, quanta assetata vita ed ebbrezza della vita si rivelano qui in  ogni istante! Eppure, per tutti questi esseri tumultuosi che vivono e hanno sete di vita, ci sarà presto tanto silenzio! [...] Ognuno vuole essere il primo in questo futuro: eppure è morte e silenzio di morte l’unica cosa sicura e a tutti comune di questo futuro! Come è strano che questa unica  sicurezza e solidarietà non abbia quasi nessun potere sugli uomini, e che essi siano ben lontani dal sentirsi quasi la confraternita della morte! Mi rende felice vedere che gli uomini non vogliono assolutamente intrattenersi nel pensiero della morte! Sarei ben contento di far qualcosa per rendere loro il pensiero della vita cento volte ancora più degno di essere pensato” (F. Nietzsche, G.S. 278).

C'è chi si lascia divorare dalla morte  ...
(V.C.Joseph,Tempesta e naufragio)
... nullificando la vita ...
(V.C. Joseph, Naufragio)
C’è l’amara desolazione di chi constata che si vive per morire:“La mia vita?....m’affacciai alla finestra,/ ho guardato il giardino e già ero grande./Poi ho  guardato il pino alto … e già avevo i capelli bianchi.)/Poi mi sono girata a guardare le case del paese ed ero vecchia …/E mi sono coricata in questo letto, ad attendere la morte./E’ accaduto tutto quasi nello stesso momento./Cosa ho visto nella vita?/ Niente!... Si vive per morire …/Anch’io un giorno, non avrei visto più nessuno,/non avrei sentito né detto parole/e non mi sarebbe importato di nulla:/né della luna, né della verità,/né dei fantasmi, né dei bottoni perduti,/né dei miei genitori/ né delle macchie sul muro/e nemmeno della nonna e della sua morte” (E. SCHEMBARI, Le macchie sul muro).


C'è chi vuole salvare la vita dalla morte...
(Van Gogh, Mare)
... arrivare in un porto sicuro...
(Van Gogh, barche)
E c’è chi riconosce nella sorella morte il mistero della vita e della persona umana, che scuote la nostra fede e nutre la nostra speranza in un futuro  perenne definitivo incontro, totalmente altro da quelli sinora sperimentati e vissuti, nella luce dell’Amore. E se, come Gesù, piange  l’amico morto, si rallegra delle campane che suonano per lui a distesa:
“Quando avrò dalla mia cella/salutato gli amici e il sole/e si alzerà la notte/finalmente/saldato il conto,/campane/suonate a distesa:/la porta è da tempo/segnata dal sangue/pronte le erbe amare/e il pane azzimo:/allora andremo/leggeri nel vento.  (David Maria Turoldo, Canti ultimi)

Si tratta comunque di mantenere 
aperta la domanda... 
(C. D. Friedrich, Monaco in riva al mare)
... guardare con lucidità ...
(C. D. Friedrich, Mare di ghiaccio)
Comunque si veda, questo giorno perentoriamente ci pone davanti “la questione fondamentale”, magari cogliendo l’invito di Wiesel:  
- vivere serenamente la precarietà del nostro esserci nel mondo e soprattutto accogliendo tutti, in particolare chi, solo e sofferente  - per dirla con Montale - “è sfuggito attraverso la maglia rotta della rete che ci stringe quando la sera si fa lunga e non c’è nessuno a cui consegnare la propria vita”;
- incontrare  le persone, una per una, ciascuna  con la sua storia la sua identità le sue gioie le sue sofferenze i suoi legami familiari; 
- esercitare la nostra libertà di donne ed uomini capaci di amare profondamente la vita, di gioire, di stupire e di meravigliarsi.


...salvarsi insieme...
(Lorenzo Monaco, San Nicola 
salva i naufraghi).

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