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giovedì 24 marzo 2016

L'enigma di Giuda, letture possibili. Video.

Ripubblichiamo un nostro post del 1/4/2015
sulla figura di Giuda.

Il suicidio di Giuda 
(Autun, Rappresentazione medievale)
Anonimo, XII secolo, 
Il bacio di Giuda.
 “Non è facile affidarsi alla misericordia di Dio perché quello è un abisso incomprensibile.[…]
 La morale cristiana non è lo sforzo titanico, volontaristico, di chi
decide di essere coerente,
la morale cristiana è la risposta commossa di fronte a una
misericordia sorprendente, imprevedibile, addirittura “ingiusta”
secondo i criteri umani, di Uno che mi conosce,
 conosce i miei tradimenti e mi vuole bene lo stesso”
(Papa Francesco).

Cimabue (1240-1302), 
Il bacio di Giuda.
“Un giorno un  santo entra per la prima volta nel Paradiso
e siccome sa  che la Vita Eterna è una Cena con Dio,
non fa nessuna meraviglia di essere invitato a sedersi a tavola. Tutto il Paradiso è seduto a tavola, ma la cena non comincia.
 Dopo un po’ il santo nuovo arrivato azzarda:
“Ma quando si comincia a mangiare?”
 Ed il Signore risponde:
Non si comincia a mangiare fino a che non sia arrivato Giuda”.
 (Racconto di Don  Giovanni Debernardi (1907-1975),
citato da  Don A. S. Bessone in Prediche della domenica).

Giotto, (1267-1337),
Il bacio di Giuda.

All'inizio del Triduo Pasquale della Settimana Santa, mi è venuto istintivo meditare sull’enigma  Giuda  (“il traditore”, “colui che tradì”) e riflettere su alcune letture a me care.
 
Duccio di Buoninsegna (1255-1319), 
Patto di Giuda, retro della Maestà.
Giotto (1267-1337), 
Giuda viene pagato per il suo tradimento.
1. Don Angelo Stefano Bessone, studioso biellese e soprattutto profondo e schivo testimone di vita sacerdotale e cristiana, le cui omelie domenicali ti scavano dentro quasi a costringerti all’urgenza della tua conversione, ha dedicato a Giuda una sua riflessione raccolta in Prediche della Domenica (anno A, Tipografia Ferraro, Ivrea, 1993, pagg.111-114). Giuda, nostro fratello, fratello di Simon Pietro (che tre volte  ha rinnegato Cristo), è una dodicesima parte della Chiesa, ma anche una dodicesima parte di noi stessi: “è quello che sarebbero stati gli altri undici, se avessero disperato del perdono di Gesù”. Ma se la chiesa impegna la sua infallibilità per affermare che un uomo è in paradiso, non si impegna affatto per dichiarare che un uomo è perduto, all’inferno, “anche se perdersi è una reale possibilità dell’uomo”. E conclude con la  parabola sopra riportata.

Pietro Lorenzetti (1280-1348), 
Giuda impiccato.
2. E poi don Primo Mazzolari che  il 3 aprile 1958, la sera del Giovedì Santo, parlava con accorata tenerezza di "nostro fratello Giuda", “uno dei personaggi più misteriosi che noi troviamo nella Passione del Signore”. E invitava tutti a non vergognarsi di assumere questa fratellanza, perché lui, don Mazzolari, non se ne vergognava, consapevole dei propri tradimenti, e soprattutto perché “chiamandolo fratello, noi siamo nel linguaggio del Signore. Quando ha ricevuto il bacio del tradimento, nel Getsemani, il Signore gli ha risposto con quelle parole che non dobbiamo dimenticare: «Amico, con un bacio tradisci il Figlio dell’uomo!». Amico! Questa parola che vi dice l’infinita tenerezza della carità del Signore, vi fa anche capire perché io l’ho chiamato in questo momento fratello”.
Beato Angelico (1395-1455), 
Bacio di Giuda.
3. Infine l’aureo libretto di Gustavo Zagrebelsky (Giuda il tradimento fedele, a cura di Gabriella Caramore, Einaudi, Torino 2011), che riporta i colloqui realizzati per la trasmissione Uomini e Profeti di Rai Radio 3. Naturalmente mi guardo bene dal tentare una pretenziosa ed inopportuna sintesi, invito invece ad una diretta lettura integrale, limitandomi a considerare che anche per Zagrebelsky “Giuda, nostro fratello” è la conclusione migliore di tutta la sua conversazione. Non è  un’espressione retorica: “Se è vero, come detto prima, che la sua vicenda è interna all’intreccio fiducia-tradimento-libertà, come potremmo noi trarci fuori? Non è questa, davvero, la condizione umana? Il tradimento non sta alla congiunzione, come possibilità necessaria,  tra la fiducia e la libertà? […] Giuda nostro fratello non significa solo fratellanza nel tradimento ma anche comunanza di fede nella promessa del Cristo di non venire a mancare per nessuno. La verità del Cristo non è uno schiacciamento, ma una vicinanza”.

M. J. Bourdichon, 1457-1521, 
Il bacio di Giuda.
Per tutti Giuda è rimasto e rimane un  enigma: per i quattro vangeli canonici, che dicono e non dicono, che  potrebbero lasciar intendere  altro da ciò che esplicitano;  per quelli apocrifi come “Il vangelo dell’infanzia arabo siriaco” e “Il vangelo di Nicodemo”; per il  discusso e discutibile, gnostico ed aprocrifo, “Vangelo di Giuda” recentemente scoperto (cfr. H. Krosney, Il vangelo perduto, National Geographic-Gruppo ed. L’Espresso, 2006). E infine per tutti noi, perché l’enigma pone il dito innanzitutto sulle nostre piaghe, sui tradimenti furtivi e le infedeltà ingannatrici, visibili ed invisibili, che costellano la vita di ognuno di noi, contro noi stessi, contro chi ci ama e condivide tutto con noi, contro coloro che ci sono amici o coloro che si dichiarano nostri nemici.

Caravaggio (1571-1610), 
Il bacio di Giuda.
L’enigma pone interrogativi che non trovano risposte certe ma mettono  in discussione le nostre sicurezze:  Chi  può considerarsi innocente? Se perdersi è una reale possibilità dell’uomo, la disperazione non è forse la morte del pentimento e della salvezza? O forse il baratro della disperazione può celare uno spiraglio di redenzione e rivelare un barlume di speranza di salvezza? Come si coniuga l’abisso incomprensibile della misericordia di Dio con la Sua altrettanto insondabile giustizia?
L’enigma Giuda resta irrisolto, ma non per questo preclude la speranza per ogni Giuda che ha abitato ed abita questa nostra terra.

Rembrandt (1606-1669), 
Giuda rende i trenta denari.
Ascoltiamo la conclusione di don Mazzolari: “Io non posso non pensare che anche per Giuda la misericordia di Dio, questo abbraccio di carità, quella parola amico, che gli ha detto il Signore mentre lui lo baciava per tradirlo, io non posso pensare che questa parola non abbia fatto strada nel suo povero cuore. E forse l’ultimo momento, ricordando quella parola e l’accettazione del bacio, anche Giuda avrà sentito che il Signore gli voleva ancora bene e lo riceveva tra i suoi di là. Forse il primo apostolo che è entrato insieme ai due ladroni. Un corteo che certamente pare che non faccia onore al figliolo di Dio, come qualcheduno lo concepisce, ma che è una grandezza della sua misericordia”.

Almeida Junior (1850-1899), 
Il rimorso di Giuda.
Il video che proponiamo riporta la versione integrale dell’omelia “Nostro fratello Giuda” di don Primo Mazzolari: un video-ascolto che è una sfida che ci auguriamo chi ci legge voglia accettare, in particolare chi non ha ancora avuto  la ventura di ascoltare la viva voce di don Mazzolari.

Chagall (1887-1985), 
La crocefissione bianca.
Si consiglia di mettere in pausa la musica del blog prima di avviare il video.


Post di Gian Maria Zavattaro 
Iconografia di Rossana Rolando

2 commenti:

  1. Bellissima omelia di don Primo.. Precursore di tempi ancora da percorrere... Giuda, il discepolo che nella "notte" ha già dentro il "boccone" della comunione con Gesù.
    Grazie di cuore, a te e a Rossana un augurio.. Santi "giorni santi" e Santa domenica di Resurrezione

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  2. Don Mazzolari non lesina sulla Misericordia di Dio, sorprendente, imprevedibile. Nell’omelia afferma di Giuda: ”forse il primo apostolo che è entrato [in Paradiso] con i due ladroni”: non uno solo, tutti e due, quello di destra e quello di sinistra. Sul Golgota – leggevo stamattina una meditazione di frère David Macaire, arcivescovo della Martinica - c’è tutta la storia, tutte le nostre storie personali che passano attraverso la morte verso la vita . Anche i terribili fatti di questi giorni. Buona Settimana Santa.

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