Post di Gian Maria Zavattaro
- “Quid
est veritas?” (Pilato).
Immagini delle caricature di uomini politici - disegnate per il periodico britannico Vanity Fair (1868-1914) - del pittore italiano Adriano Cecioni (1836-1886).
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| Adriano Cecioni, William Henry Smith |
- “Il politico che dice la verità è
quello che non bara, cioè quello che rispetta le regole, sintetizzabili in
alcuni principi di cui abbiamo già parlato: la coerenza fra ciò che si
enuncia e ciò che si fa, il rispetto dell’umanità dell’avversario,
l’accettazione degli errori, l’assenza di interesse personale nelle azioni
pubbliche, l’assunzione di responsabilità. Quest’ultimo punto è forse il più
importante. Non trovi inaccettabile che quando le cose vanno bene ci si
attribuisca ogni merito, e quando vanno male si dica che è colpa
dell’opposizione o dell’eredità di chi governava prima o, addirittura,
dell’ingovernabilità della città (ogni riferimento a Roma è del tutto voluto) o
del Paese?” (Gianrico Carofiglio con Jacopo Rosatelli, Con i piedi nel
fango, Conversazioni su politica e verità, ed. Gruppo Abele,Torino,
gennaio 2018, edito prima del 4 marzo).
- “Esiste un nesso inscindibile tra verità e democrazia perché la menzogna inganna il cittadino sullo stato delle cose e quindi gli impedisce di esercitare efficacemente i suoi diritti politici. La verità sta alla democrazia come la menzogna sta alla sua assenza” (L. Violante, Politica e menzogna, Einaudi 2013, frontespizio).
- “Esiste un nesso inscindibile tra verità e democrazia perché la menzogna inganna il cittadino sullo stato delle cose e quindi gli impedisce di esercitare efficacemente i suoi diritti politici. La verità sta alla democrazia come la menzogna sta alla sua assenza” (L. Violante, Politica e menzogna, Einaudi 2013, frontespizio).
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