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martedì 15 dicembre 2015

Briciole di filosofia. Sul concetto di persona, con Ottorino Stefanini.

Secondo Mounier...
Ottorino Stefanini, 
Cappelli di OttO,
Singolare collettivo, 
2013



«Ogni persona ha un significato tale da non poter essere sostituita nel posto che essa occupa nell'universo delle persone. Tale è la maestosa grandezza della persona che le conferisce la dignità di un universo; e tuttavia [tale è anche] la sua piccolezza, in quanto ogni persona è equivalente in questa dignità, e le persone sono più numerose delle stelle » (Il Personalismo, AVE, Roma 1964, p. 81).

Ottorino Stefanini, Human, Kites Men B
2011 (Uomini aquiloni)
La categoria della persona.
Mounier, pur rifiutando lo “spirito di sistema”, si è impegnato a fondare teoricamente la categoria della persona con tratti spesso sorprendenti e suggestivi, senza mai pretendere una rigorosa definizione. Se infatti la persona è storia in movimento, dinamica e non statica, non può essere compresa né compressa in una definizione esaustiva: essa emerge, sporge, non è inglobabile.
La relazione è strutturalmente costitutiva dell’essere della persona. 
La comunicazione è al centro dell’universo personale. Dire persona è dire relazione strutturalmente costitutiva del suo essere: è l’io che nasce dal confronto con il tu, dall’incontro con l’altro; è apertura, uscita da sé,  in un cammino di lenta, progressiva e graduale costruzione.
Ottorino Stefanini, 
Labirinti Mentali,
Labirinto Mentale 2, 
Rosso e Grigio, 2015
Individui si nasce, persone si diviene.
Per Mounier persona non è sinonimo di individuo: il suo personalismo è contro l’individualismo polo opposto della persona, “metafisica della solitudine integrale”. 
La distinzione individuo - persona è in questa radicale polarizzazione: dispersione ed avarizia sono i tratti dell'individualità; la persona invece è  padronanza, generosità, scelta di legarsi liberamente ad altri attraverso valori che contano più della vita,  nella dimensione di un appello, di una vocazione, di una trascendenza. “Al limite l'individualità è la morte”;  “al limite, essere [per la persona] è amare”.
Ottorino Stefanini, 
Tramonti meccanici,
Tramonto meccanico 1, 2012
Esistenza incorporata  nella duplice fedeltà al cielo ed alla terra.
La persona, immersa nella  natura, la trascende ed insieme ne invoca l'umanizzazione. Radicata nella storia, si apre ad un’esperienza che va oltre l’immanenza. Perciò è chiamata ad una duplice fedeltà, al cielo e alla terra.
E’ la dialettica esteriorità-interiorità, mondo della parola - mondo del silenzio, a segnare dall’inizio alla fine la vita personale. In pagine suggestive e profonde Mounier esplora i meccanismi interiori fatti insieme di “conversione”, di “raccoglimento”, di “vocazione”.
In altrettante pagine descrive la persona come “esistenza incorporata”, “situata” nel suo tempo e spazio, condizioni della sua libertà ma insieme del suo vero e proprio modo di essere: progetto e impegno, “engagement” che si esprime nel far fronte, “affrontement”, dove la persona si rivela come “singolarità protesta forza affermazione atto e scelta (la lotta di Giacobbe) irriducibile”.
Ottorino Stefanini, EquiTensioni,
Equitensione 7, 2012
Dialettica anche tra vita privata e vita pubblica. Da una parte la relazione - minacciata dall’anonimato e dalla massificazione -  è  tesa a trasformare la società in comunità, “persona di persone”. Dall’altra la sfera di intimità, riservatezza, silenzio apre lo spazio alla fondamentale esperienza dell’amore, nella centralità della famiglia, luogo eminente ed insostituibile dell’agape coniugale filiale parentale. 
L’amore è costitutivo della vita personale. 
Ottorino Stefanini, EquiTensioni,
Equitensione 8, 2012
L’amore, compresenza di pubblico e di privato, è il centro ed il fulcro delle relazioni interpersonali, sottraendo chi lo vive ai rischi della strumentalizzazione e all'anonimato. L'apertura verso gli altri, costitutiva della persona, trova in esso il  suo inveramento  e la sua piena manifestazione. Non è un sentimento che si aggiunge alla vita, ma è costitutivo della vita umana. “L'atto d'amore è la più forte certezza dell'uomo, il cogito esistenziale irrefutabile: amo, dunque l'essere è e la vita vale la pena di essere vissuta”.
La storia di Esprit, nei decenni costellata  di pagine memorabili sui diritti della persona, è segnata da una grande stagione di difesa dei diritti umani, in cui si affrontano una pluralità di temi e problemi concernenti  la vita personale: la comunanza dei destini, la storia, i valori religiosi, i valori morali, la felicità, la scienza, la verità, l’etica, l’arte, la sofferenza, il male, il nichilismo…
Chi è dunque la persona? 
Ottorino Stefanini, Human, Kites Men A, 
2011 (Uomini aquiloni)
“Movimento dell'essere verso l'essere”, “attività vissuta come autocreazione, comunicazione e adesione, che si coglie e si conosce nel suo atto, come movimento di personaliz-zazione” (Il personalismo, p. 8). Non entità concettuale o ideale, ma concreta esistenza articolata sul mondo attraverso il bisogno, l'amore e l'azione: “un movimento incrociato di interiorizzazione e di dono”.


Ottorino Stefanini, Antitesi.
Ottorino Stefanini,
Human
Metamorfosi 
delle risorse Umane, 
2011
Le opere di Stefanini qui riprodotte sono tratte da alcune serie: Cappelli di OttO, Human, Labirinti Mentali, Tramonti meccanici, EquiTensioni. C’è un ritorno su determinati temi che caratterizza l’opera dell’artista, non certo per un avvitamento del pensiero, ma – al contrario – per un procedere che scava e accede, attraverso l’immagine, alle profondità dell’umana alienazione per farsene coscienza critica. I poli entro i quali si muove questa produzione pittorica potrebbero essere raccolti in due principi antitetici. Da una parte l’immobilità, rappresentata dalla serie dei cappelli: figure statiche che soggiacciono ai meccanismi dell’omologazione e della massificazione, tasselli indifferenti di una macchina produttiva che ha asservito la stessa natura ai bisogni della produzione. Dall'altra parte il movimento – già interno alla serie dei cappelli (si noti per esempio il fiocco che svolazza sopra uno dei cappelli rossi di Singolare collettivo) - evocato soprattutto nella serie Human: uomini che volteggiano come aquiloni, legati tra loro necessariamente, senza poter sapere se il legame significhi salvezza o perdizione, libertà o catena. La serie delle EquiTensioni sembra suggerire una sintesi tra i due principi: l’uscita dall’immobilità alienata e rassicurante, la costruzione di relazioni creative e liberanti si realizzano in un percorso fatto di equilibri rinnovati, di bilanciamenti, di tensioni non risolte ma accettate e vissute.

2 commenti:

  1. Innanzi tutto un grande complimento e ringraziamento per il notevole lavoro sia di contenuti che di bellezza delle immagini, delle musiche, della ordinata gestione del blog!
    Era da tempo che volevo sottolineare la rilevanza del materiale che avete messo a disposizione!
    Poi la fedeltà al cielo e alla terra cui è chiamata la persona e l'amore quale atto costitutivo della vita personale si ricollegano all'anno straordinario della misericordia.
    Straordinario non solo per la sua cadenza anticipata rispetto al solito ritmo, ma soprattutto per il tema teologico della misericordia, che riprende un filo rosso su chi è Dio che attraversa il Primo Testamento, i Salmi, il Magnificat, il Nuovo Testamento, la pietà popolare... Siamo di fronte ad una presentazione più completa di chi è Dio, ad un passo avanti teologico offerto a tutte le persone. Una comprensione della fede semplice e impegnativa - forse proprio per questo rimossa da tanta teologia a volte fine a se stessa - che non si limita come negli anni santi precedenti al nostro futuro in cielo, ma coinvolge pienamente anche la nostra fedeltà alla terra, alle relazioni con le persone, l'azione per la liberazione, per i poveri, i miseri. Attendiamo a gennaio il nuovo libro di Papa Francesco: "Il nome di Dio è misericordia"!
    Abbiamo un'occasione per riscoprire il senso del nostro essere persona.

    Giuseppe Grosso

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  2. Caro Giuseppe, mia moglie ed io abbiamo letto le tue appassionate e lucide riflessioni con gioia e con gratitudine per il dono della tua e vostra amicizia. Amore e fedeltà alla terra ed al cielo s’intrecciano in unità in quest’anno di misericordia. Attenderemo con te, voi e tante tante persone sparse per il mondo, il nuovo libro di papa Francesco. Nel frattempo ogni giorno cerchiamo di vivere l’attesa ormai prossima del Natale e quella – più profonda, intensa, decisiva - della Parousia, su cui domani su questo blog esprimerò un mio pensiero, scritto di getto, pensando proprio alla misericordia. Non tanto per parlarne (chi sono io?) ma per tentare di praticarla… Grazie. Un caro saluto a te ed alla tua bella famiglia da parte mia e di Rossana.

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