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venerdì 4 dicembre 2015

Nikolaj Berdjaev, il grande pensatore russo del primo Novecento.

Nikolaj Bardjaev
(1874-1948).
BREVI CENNI BIOGRAFICI. A causa delle sue posizioni inizialmente marxiste fu sottoposto alla deportazione da parte del regime zarista. Poi, riabbracciato con tutto il cuore e la mente il cristianesimo ortodosso, dopo l’avvento del regime bolscevico subì il bando di tutti i suoi libri nei paesi del blocco sovietico ed egli stesso nel 1922, insieme con altri 159 intellettuali, fu costretto all’esilio ed imbarcato a Riga su una nave (“la nave filosofica”, così battezzata con amara ironia). Si stabilì prima a Berlino e poi a Parigi dove fondò la rivista Put (la via), pubblicò le sue opere, conobbe Mounier e collaborò alla rivista Esprit.

Nikolaj Berdjaev, 
La concezione 
di Dostoevskij
La lettura di Dostoevskij. L’uomo, Dio, libertà, persona, verità, bene, male, perdizione, redenzione, amore, speranza, disperazione, espiazione, la rinascita: in una parola l’enigma della vita. Da dove veniamo, chi siamo, dove andiamo, qual è il nostro destino? Sono i “problemi maledetti” di Dostoevskij  sui quali si accanisce la sua inquieta penna: nessun altro scrittore se ne è occupato con altrettanto tormento e profondità. E’ proprio la lettura di Dostoevskij ad essere decisiva per la formazione intellettuale e spirituale di Nikolaj Berdjaev (1874-1948), forse il più significativo filosofo russo del primo Novecento, la cui ispirazione esistenzialista e personalista cristiana è ancor oggi pressoché ignorata dai manuali filosofici.

Nikolaj Berdjaev, 
Schiavitù 
e libertà dell'uomo
Eppure è il riconosciuto autore del più bel saggio sullo scrittore russo, pubblicato nel 1932 [1]. Ciò che lo scuote, sconcerta  ed insieme affascina è la Leggenda del Grande Inquisitore (I fratelli Karamazov), racconto pensato da Ivan ed esposto ad Alëša, “vetta dell’opera di Dostoevskij, coronamento della sua dialettica”. L’enigma ivi racchiuso gli pone un incessante interrogativo sul perché “la Leggenda, che è una lode di Cristo di un’efficacia incomparabile, sia attribuita all’ateo Ivan Karamazov”.
Forse la risposta sta  nella sua “intuizione iniziale della libertà”: «l'idea della libertà è stata sempre fondamentale per la mia intuizione e concezione religiosa del mondo, e in tale intuizione iniziale della libertà ho trovato in Dostoevskij la mia patria spirituale» (La concezione di Dostoevskij, Prefazione). Di qui il convincimento che gli uomini si dividono in “uomini di Dostoevskij e in uomini estranei al suo spirito”. Tertium non datur: non “et et”, ma “aut aut”, come per l’amato Kierkegaard. Berdjaev negli scritti e nella vita non lascerà mai  spazio a posizioni neutrali, compromessi, mezze misure.
Nikolaj Bardjaev,
 La libertà cristiana
Il concetto di libertà. Libertà, persona, verità sono al centro dalla sua riflessione. La libertà è creatività: accanto alla libertà del Dio creatore sta la libertà dell'uomo, che partecipa attivamente all'opera divina della creazione e redenzione, responsabile del destino proprio e del mondo.
La persona. Il suo richiamo alla persona, e alla verità che in essa risiede, è un’esplicita denuncia della menzogna su cui si regge la società moderna. Sia il collettivismo comunista sia l’individualismo capitalista nelle loro dissimili pretese totalitarie e materialistiche separano spiritualità e giustizia sociale, “oggettivizzano” la persona e mascherano la verità.
Nikolaj Bardiaev, 
Verità e rivelazione
L’uomo non è un semplice individuo, colui che persegue esclusivamente il proprio interesse materiale, che coltiva unicamente la propria dimensione egoistica e narcisista, un essere senz’anima. Il compito incessante dell’uomo è diventare persona in un mondo di persone e nessuno può considerarsi persona già pienamente realizzata. La persona è creatività, è resistenza contro ogni forma di imposizione eterodiretta, è diversità, unicità, irripetibilità, originalità. Nel contempo presuppone sempre l’esistenza di altre persone, l’uscita da sé verso l’altro, nella comune ricerca ed aspirazione a nuovi cieli e nuove terre…  Essere persone, essere liberi, è tutt’altro che facile.
Nikolaj Bardjaev, 
Autobiografia spirituale
Conclusioni. Profondo lucido e drammatico, il sentire di Berdijaev conosce il dubbio, la sofferenza, la croce sul modello di Dostoevskij e, come nella «Leggenda del Grande Inquisitore», non si lascia ingannare né adulterare, guarda il mondo a lui contemporaneo con struggente compassione e vuole restituire al suo tempo  la  speranza e la capacità di elevare gli occhi al cielo.
Alcune sue opere sono state tradotte in italiano, tra le quali: La libertà cristiana [2],  Filosofia dello spirito libero [3], Verità e rivelazione [4], Schiavitù e libertà dell’uomo [5], Il senso della creazione [6], L’io e il mondo - Cinque meditazioni sull’esistenza [7], Autobiografia spirituale [8].

[1] tr. it. La concezione di Dostoevskij, Einaudi, Torino 2002, 3°ed
[2] 1916; tr. it. Il ramo 2008
[3] 1927; tr. it. S. Paolo 1997
[4] 1937; tr. it. Rosenberg & Seller 1996
[5] 1939; tr. it. Bompiani 2010
[6] 1916; tr. it. Jaca Book 1994
[7] tr. it. Bompiani 1942 
[8] 1949; tr. it. Jaka Book, 2006.

2 commenti:

  1. Post davvero interessante: confesso che non conoscevo Nikolaj Berdjaev. Grazie. Buon fine settimana.

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  2. Sì, è un filosofo misconosciuto per tantissime ragioni, ma significativo e capace di far riflettere anche chi non ritiene di condividere le sue posizioni. Grazie per l’attenzione. Buona giornata e buon fine settimana.

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