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sabato 20 dicembre 2014

Figure del Natale. Terza figura, il gallo.



Il gallo, simbolo dell'attesa ...
(Marc Chagall, Il gallo)
L’ambivalente simbologia del gallo è indubbio segno della contraddittorietà dei modi di volere e vedere sia la vita sia la morte. Ma in questo tempo di Natale noi vogliamo vederne solo il lato positivo, associato  alla luce, all’alba, alla rinascita ed al risveglio, alla vigilanza.  

Il gallo, simbolo di vigilanza ... 
(M. Chagall, Ascoltando il gallo)
L'immagine del gallo, vigile guardiano che tutto vede ed a cui  non sfugge niente, si trova in special modo sui campanili delle chiese cristiane ad indicare non solo e non tanto il suo ruolo speciale nell'episodio evangelico del rinnegamento e del pentimento di Pietro, quanto l’annuncio di un nuovo giorno di resurrezione, l’attesa della venuta del regno di Dio e la speranza di tempi nuovi.
Il gallo, annuncio del nuovo ...
(M. Chagall, Intorno ad Aleko, gallo rosso)
Il vero problema è però se siamo capaci di accogliere la luce, anche quando l’oscurità è per noi un peso.  Proviamo a  riflettere  su una pagina di Lévinas in cui si fa riferimento «alla favola del gallo e del pipistrello che aspettavano entrambi la luce».

Il gallo dice al pipistrello:
”Io aspetto la luce perché la luce mi è familiare, ma a te cosa serve la luce?”

Il gallo e il presagio della luce ... 
(M. Chagall, Il gallo)
Scrive Lévinas: «Il Messia viene solo per colui che attende. Non esiste una liberazione oggettiva. Non vi è messianismo per il pipistrello! Il gallo e il pipistrello: il gallo è lo  “specialista” della luce, essa è il suo elemento. Il gallo non ha solamente gli occhi per riceverla, ma – per così dire – “ha naso” per la luce. L’allodola che saluta il sole, tutti possono far questo; tutti sono capaci di salutare l’aurora. Ma distinguere nella notte oscura l’alba, l’avvicinasi della luce prima del suo intenso splendore, questo è forse intelligenza.

Il gallo, simbolo d'intelligenza 
(M. Chagall, Il gallo)
Mi stupivo sempre della benedizione quotidiana del rituale: ”Benedetto sia l’Eterno che ha dato al gallo l’intelligenza per distinguere il giorno dalla notte”. Ovvero mi stupivo sempre del fatto che in questa benedizione  avessero tradotto sekhvi – “essere dotato di intelligenza” – con il termine “gallo”. Pensavo anche che per distinguere il giorno dalla notte non fosse necessaria una grande finezza. I nostri saggi hanno pensato diversamente. Il gallo che avverte l’alba, che nella notte qualche istante in anticipo sente l’avvicinarsi della luce, è un simbolo stupendo dell’intelligenza. Intelligenza che conosce il senso della storia prima che accada e non lo indovina semplicemente dopo» (E. Lévinas, Il messianismo, a cura di  Francesco Camera, Morcelliana, Brescia, 2002, pp. 109-110).

Il tempo del gallo... 
(M. Chagall, L'uomo gallo)

Provocazione: 

Come si inserisce il tempo del gallo, simbolo dell'attesa e della vigilanza, nel nostro modo di vivere il tempo? 
A tale proposito vorremmo suggerire la visione di questo video, con il lucido commento di Enzo Bianchi, priore della comunità monastica di Bose. 
Si consiglia di mettere in pausa la musica del blog prima di avviare il video.






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