Iscriviti ai Feed Aggiungimi su Facebook Seguimi su Twitter Aggiungimi su Google+ Seguici tramite mail

Iscriviti alla nostra newsletter!

Visualizzazione post con etichetta Tommaso D'Incalci. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Tommaso D'Incalci. Mostra tutti i post

giovedì 27 aprile 2017

Risveglio. Inediti di Tommaso D'Incalci.

🎨Poesia e disegno inediti di Tommaso D'Incalci
🖋Commento di Gian Maria Zavattaro 
 
Tommaso D'Incalci, 
Risveglio, particolare

RISVEGLIO
Con voce di merlo la luna intona una nuova melodia
Serbala per il resto del giorno
la canteremo insieme
prima di ogni volo notturno

  PAGINE D'ORO
L'oro del cielo riflette ogni pagina del libro
E la voce di un piano canta una dolce ninna nanna
che guarisce ogni ferita
Per te che mi hai visto
da sempre
io
esisto
 
Tommaso D'Incalci, 
Risveglio, particolare
Due leggiadre poesie, due microcosmi distinti. Allora perché unire insieme queste due diverse perle canterine?  Perché sono due stiletti che affondano per farti insieme affiorare ciò che non pensi di possedere o che hai rimosso:  lo  sguardo e l’ascolto, condizioni per le quali  ognuno di noi sa di  esistere  per tutti coloro che vedono e sentono.

venerdì 3 febbraio 2017

L'eco del domani, inedito di Tommaso D'Incalci.

🎨 Poesia e disegno inediti di Tommaso D'Incalci
🖊 Commento di Gian Maria Zavattaro

🍂🍂🍂🍂🍂🍂🍂🍂🍂🍂

L'ECO DEL DOMANI

Tommaso D'Incalci,
L'eco del domani,
particolare
Ho scritto una lettera di soli suoni
ti arriverà quando il mio nome
non sarà più pronunciato da nessuno
Un bagaglio leggero
i momenti che non ho vissuto
Da lontano mi segue la notte
con passi quieti di sposa orientale
Si china per baciarmi
vorrebbe dissolversi con me
nella polvere dell'ultimo respiro
“Non andare”
Ho un posto assegnato tra molecole di idrogeno e ossigeno
Mi rivedrai al sorgere di ogni nuova stella
Eco di un nome nuovo


🍂🍂🍂🍂🍂🍂🍂🍂🍂🍂

Come sarà il  domani “quando il mio nome non sarà più pronunciato da nessuno”? C’è speranza che possa rinascere nella “eco di un nome nuovo”? E “i momenti che non ho vissuto” sono oggi per me il mesto rimpianto di “un bagaglio leggero” o trama pesante di un “cupio dissolvi”? Può essere il presente anelito premonitore di nuove stelle e nuovi nomi, nuove terre e nuovi cieli?
In questa ermetica poesia,  insieme con la  certezza della caducità della vita e del suo svanire “nella polvere dell’ultimo respiro”, persiste la  pacata e lucida consapevolezza  che si perderà il ricordo di ognuno di noi: prima o poi il nostro nome potrà non essere mai più pronunciato da nessuno.

venerdì 27 gennaio 2017

La dissonanza dell'arte e il Terzo Reich.

🖊 Post di Rossana Rolando. 
🎨 Tutte le immagini riproducono disegni di Tommaso D'Incalci. 

Il lavoro rende liberi
Il filosofo tedesco e musicologo Theodor W. Adorno (1903-1969) ha scritto:
“…il terzo Reich non è riuscito a produrre una sola opera d’arte” (Th. W. Adorno, Minima moralia, Einaudi, Torino 1979, p. 119).

E’ una frase che colpisce e che si può comprendere meglio alla luce di due altre affermazioni:
“...finché tra gli uomini c’è una coscienza del dolore, ci deve essere anche l’arte come forma oggettiva di questa coscienza” (Th. W. Adorno, Metafisica, Concetto e problemi, Einaudi, Torino 2006, p. 133).
“C’è più piacere nella dissonanza che nella consonanza […] Ciò che stride […] diventa fascino; e questo fascino […] conduce la nuova arte nella terra di nessuno, che sta in rappresentanza della terra abitabile” (Th. W. Adorno, Teoria estetica, Einaudi, Torino 1977, p. 69).

🌕🌕🌕🌕🌕🌕🌕🌕🌕🌕

Lo straniero
Per Adorno l’arte ha un duplice compito: denunciare le storture dell’esistente e annunciare un mondo nuovo, la “terra di nessuno” che non è ancora “terra abitabile”. Nel cogliere la disarmonia, l’imperfezione, la dissonanza di “ciò che stride”, l’arte rende accorti della riconciliazione che non c’è ancora e, nello stesso tempo, tiene desta l’idea della redenzione, facendosi segno anticipatore ed utopico. Di qui si comprende perché il Terzo Reich non ha prodotto opere d’arte e non le ha neppure tollerate al proprio interno, distruggendo dipinti, mandando al rogo libri e condannando interi universi artistici: l’ideologia che nasconde e deforma la realtà è del tutto incompatibile con l’arte intesa “politicamente” come spazio di riserva critica e di futura possibile liberazione.

🌕🌕🌕🌕🌕🌕🌕🌕🌕🌕 

giovedì 10 novembre 2016

Poesia e disegno inediti di Tommaso D'Incalci.

SOLO UN'ALBA
Onde d'archi c'invitano a salpare
su questa piccola zattera
che il mondo non può contenere
Come viso segnato, graffiato,
la sottile ostia d'oro anche oggi
ci chiama al banchetto della vita
In una nuvola di tango
evaporiamo
siamo come buon vino,
lasciato a decantare

martedì 4 ottobre 2016

L'orma del giorno. Inedito di Tommaso D'Incalci.

Poesia di Tommaso D'Incalci
Commento di Gian Maria Zavattaro

L'ORMA DEL GIORNO

C'è silenzio nelle stanze vuote del mattino
I corpi nodosi dei miei fratelli notturni sono adunati,
con occhi sazi di latte lunare
Hanno vene intrecciate
che arrampicano in costellazioni di cenere
“Dove sei stato?”
Ho camminato su notti di vele strappate,
come ferite che accolgono il canto di uccelli del mattino
Una spina d'oro tesse parole che ricuciono il velo della stanza
L'abito nuovo colma di luce l'orma del giorno

*************************

Tommaso D'Incalci
Vi ricordate la metafora di I. Calvino sulla
“leggerezza” dell'arte? Anche la poesia, come tutta la vera arte, possiede questa strana anomala bellezza che sfida il lettore a riconoscersi e rispecchiarsi nei suoi versi. A una condizione: guardare se stessi e l’altro  con empatia.
Perché? La poesia è un’attività pubblica ed insieme  molto intima e personale, disvelamento irripetibile di una storia, di un volto,  un gesto,  un sorriso, un pianto ….  La poesia, come la pittura,   non si pone solo  in rapporto diretto con la personalità dell’artista ma - ci rammenta Adorno -  essenzialmente “con ciò che è a lui ineguale, con qualcosa che resiste”.

domenica 21 febbraio 2016

Il credente e il silenzio. Illustrazioni di Tommaso D'Incalci.

 Sul tema del silenzio/parola
post 

Il mistero della creazione
(Tommaso D'Incalci,
Il primo respiro)
Per  il credente il silenzio è atteggiamento che riconosce la finitezza umana, è annuncio del mistero di fronte al mondo creato, è luogo privilegiato per entrare in contatto con Dio e con il  Sacro.
Qualche anno fa papa Benedetto XVI annotava: “La grande tradizione patristica ci insegna che i misteri di Cristo sono legati al silenzio e solo in esso la Parola può trovare dimora in noi, come è accaduto in Maria, inseparabilmente donna della Parola e del silenzio”.

sabato 30 gennaio 2016

Tommaso D'Incalci, testo poetico e disegno inediti. La parola della poesia.

Poesia e disegno inediti di Tommaso D'Incalci.
La voce del mattino
Anche oggi nasco nel mio letto,
con braccia e mani aperte
dopo il volo di una notte

Dal luogo dell'assenza solo un
suono: “Torna presto”

I vestiti si depositano come
foglie in uno stagno,

compagni di cammino

per chi non è mai nato,
per chi non è mai morto

Tommaso D'Incalci, 
La voce del mattino

La parola della poesia.
Leggete con attenzione, senza fretta, la poesia riportata. Leggetela almeno una seconda volta, ad alta e pur sommessa voce, e lasciatevi immergere nel suono delle parole e nelle immagini che evoca...

venerdì 18 dicembre 2015

L' attesa, con Tommaso D'Incalci. Riflessione di un inquieto laico credente.

(L'attesa nella nostra vita)
 Tommaso D'Incalci, 
Inedito 2, 2010
La nostra vita è costellata di attese di ogni tipo: quotidiane (metrò e treno, famiglia scuola lavoro…); legate al presente ed al futuro (primo appuntamento, esami, colloqui di lavoro, feste, ferie, estate…); determinanti per la vita (amore, figli,  amici, incontri, diagnosi mediche, il tramonto della vita…). Attese le più eterogenee: assurde, inutili, temute, aride come il deserto dei tartari, frivole, gioiose, trepidanti, provvidenziali, festanti, salutari... Ognuna scandita dallo scorrere del tempo ora lento ora veloce a seconda dell’intensità delle aspettative, impregnate di mille sentimenti e contraddittorie emozioni: delusione disillusione fallimento disperazione perdizione - rassegnazione sconforto disincanto rinuncia - riscatto coraggio pazienza resistenza speranza libertà e l’amore più forte d'ogni cosa.
(L'attesa di una mano dall'Alto)
 Tommaso D'Incalci, 
L'Ave Maria spiegata da Ermes Ronchi, 
Ed. San Paolo Milano 2012,7
E c’è un’attesa, unica, per me decisiva, per la quale “il credente attende: cioè non viene collocato nel pieno meriggio della vita, bensì all’alba di un nuovo giorno, quando la notte e il giorno, ciò che passa e ciò che viene, lottano l’uno contro l’altro”*.
In questo tempo di Natale speranza e gioia  sono le virtù dell’attesa, ogni anno duplice, nella tensione verso il Natale (fra qualche giorno) e la Parousia (in un al di là di ogni scorrere dei tempi). Speranza contro disperazione, gioia contro "tristitia" (acedia!): attesa della promessa che chiama in causa tutto ciò che impedisce la Sua venuta e che richiede l’impegno della storia.