"Persona e Comunità" è un blog di riflessione culturale, filosofica, religiosa, pedagogica, estetica. Tutti gli articoli sono scritti da: Gian Maria Zavattaro, Rossana Rolando, Rosario Grillo.
domenica 26 gennaio 2025
Lettera di Primo Levi, fino ad oggi sconosciuta
martedì 23 gennaio 2024
Il messaggio della Shoah, come fragile colomba.
Post di Rossana Rolando.
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| Disegno di Emma Baglio, liberamente tratto da Banksy | |
venerdì 17 febbraio 2023
La parodia del maialino cinese.
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| Mao, Libretto rosso, pittura popolare, 1967 |
sabato 28 gennaio 2023
Musica e lager nazisti.
Post di Rossana Rolando.
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| Roberto Franchini, L'ultima nota |
Gli studenti hanno risposto alle sollecitazioni con entusiasmo, impegno e consapevolezza. A partire dal libro L'ultima nota di Roberto Franchini e dalla Antologia musicale concentrazionaria di Francesco Lotoro sono stati elaborati testi e studiati spartiti presentati al pubblico. Mi è caro ricordare qui i nomi degli studenti e le parti intrepreate, durante la rappresentazione: Margherita e Vittoria (narrazione: musica per vivere e per morire), Sveva (esecuzione brano musicale, pianoforte: Premières neiges di Józef Kropiński, Buchenwald, 1944), Federico ed Edoardo (pezzo teatrale: vita del musicista Simon Laks), Amedeo ed Emma (pezzo teatrale: Jacques Stroumsa, il violinista di Salonicco), Giulia, accompagnata al pianoforte da Marika (canto: “Effunderunt sanguinem” di Pietro Feletti, Stalag VIC/Z Fullen Groß-Hesepe, 1945), Serena e Veronica (pezzo teatrale: l’ultima canzone di Ilse Weber), Maia e Alice (pezzo teatrale: Anita Lasker Wallfisch, la violoncellista di Birkenau), Pietro, Alessandro e Giulia (esecuzione musicale con clarinetto, saxofano e violoncello: Robert Emanuel Heilbut, “Ons eigen hoekje”, KZ Bergen-Belsen, 1944), Agata ed Elena (narrazione: Terezín, il supremo inganno del nazismo e Orchestre per l’inferno. Auschwitz), Giulia, accompagnata al pianoforte da Marika (canto: “Anima nostra” di Pietro Feletti, Stalag VIC/Z Fullen Groß-Hesepe, 1945), Tommaso e Pietro (pezzo teatrale: Kurt Gerron, l’attore che fece un regalo a Hitler), Anna (pezzo teatrale: la valigia piena di spartiti di Gideon Klein), Francesca (pezzo teatrale: l’esilio a Terezín dell’ebreo Pavel Haas), Pietro ed Alessandro (esecuzione musicale con clarinetto e saxofano: brano di Hermann Gutler, 1944), Agata e Carlotta (riduzione teatrale: favola di Natale di Guareschi), Sveva (brano musicale, pianoforte: Klavierstückdi Józef Kropiński, Buchenwald, 1944), Beatrice, Sara e Carlotta (aiuti tecnici).
Ragazze e ragazzi sono state/i meravigliose/i: hanno dato il meglio, commossi e commoventi. Il pubblico - silenzioso, concentrato, partecipe - è risultato di grande aiuto per costruire il giusto clima.
Ciò che segue, sinteticamente, è la mia introduzione all’evento.
mercoledì 26 gennaio 2022
Babele e Auschwitz.
Post di Rossana Rolando.
| Gustave Doré, Confusione delle lingue, 1865 |
domenica 24 gennaio 2021
Memoria e speranza ostinata.
Post di Gian Maria Zavattaro
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| Malva Schalek, Arrivo nel campo di Terezin |
Ogni giorno si consumano drammi e tragedie di migliaia di persone: morti di covid (oltre 2 milioni a tutt’oggi nel mondo), ma anche di solitudine, freddo, fame, guerre di cui nessuno parla, disperati annegamenti, atti terroristici, schiave schiavi e bambini sfruttati, rigurgiti razzisti e tanto altro. Di contro l’indifferenza globale e, in troppi decisori dei destini nostri e del mondo, mediocrità, improvvisazione, incapacità, irrisione truffaldina.
Mia moglie ed io ci siamo tormentati su vari interrogativi: quest’anno nel nostro blog c’è posto per la Shoah? Perché continuare a parlarne? Perché partecipare all’annuale memoria di più di 6.000.000 di ebrei assassinati?
Perché ancora, sempre, e ancor più nel tempo del covid, occorre non dimenticare, occorre pensare e far pensare. Perché il paradosso del covid, se ci obbliga al distanziamento fisico, nel contempo ci fa scoprire l’altro e ci impone di “rispondergli” in senso etimologico, di dedicarci cioè alla “responsabilità” reciproca, perché ognuno di noi è per gli altri un altro.
martedì 21 gennaio 2020
L'angelo di Auschwitz, Mala Zimetbaum.
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| Illustrazione di Paola Momenté |
giovedì 24 gennaio 2019
Giorno della memoria. Sto qui, sto a guardare e non faccio niente.
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| Charlotte Salomon, dal ciclo pittorico: Vita? O teatro? |
martedì 23 gennaio 2018
Il ritorno di Lorenzo, Primo Levi.
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| Pietro Scarnera, Una stella tranquilla, Primo Levi scrittore |
Durante il lavoro nel lager il futuro scrittore torinese viene attirato dall’accento piemontese di un operaio, un muratore (scoprirà poi proveniente da Fossano) che si rivolge ad un suo compagno.
“Ho incontrato Lorenzo nel giugno del 1944, dopo un bombardamento che aveva sconvolto il grande cantiere in cui entrambi lavoravamo. Lorenzo non era un prigioniero come noi, anzi non era un prigioniero affatto. Ufficialmente, faceva parte dei lavoratori civili volontari di cui la Germania nazista pullulava…”¹ .
venerdì 27 gennaio 2017
La dissonanza dell'arte e il Terzo Reich.
🎨 Tutte le immagini riproducono disegni di Tommaso D'Incalci.
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| Il lavoro rende liberi |
E’ una frase che colpisce e che si può comprendere meglio alla luce di due altre affermazioni:
“C’è più piacere nella dissonanza che nella consonanza […] Ciò che stride […] diventa fascino; e questo fascino […] conduce la nuova arte nella terra di nessuno, che sta in rappresentanza della terra abitabile” (Th. W. Adorno, Teoria estetica, Einaudi, Torino 1977, p. 69).
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| Lo straniero |
martedì 24 gennaio 2017
Che cosa significa pensare dopo Auschwitz.
Le immagini riproducono opere di Paolo Pennisi (per una sua presentazione cliccare qui).
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| Paolo Pennisi, Venti donna gessi |
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| Paolo Pennisi, Senza titolo |
lunedì 25 gennaio 2016
Il bisogno della memoria, con Lelio Bonaccorso.
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| Un albero secco che si nutre del dolore... unico segno visibile di ciò che è stato... un volo di uccelli... Un uomo passa di lì. |
domenica 25 gennaio 2015
Il Giorno della Memoria. La forza di un video.
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| La potenza dell'arte ci porta dentro altri mondi... (Enrico Benaglia, immagine tratta da facebook) |
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| La giornata della Memoria... (immagine ripresa dalla pagina facebook dedicata ad Auschwitz Memorial) |
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| ... per non chiudere gli occhi... (immagine tratta dalla pagina facebook dedicata ad Auschwitz Memorial) |
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| Qual è la chiave per aprirci all'esperienza terribile del dolore... per farci provare com-passione? |
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| Come condividere un'esperienza tanto lontana? |
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| Come sentirci dentro una storia che non abbiamo vissuto? |
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sabato 27 settembre 2014
La strage di innocenti ed i morti nel Mediterraneo.
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| La commemorazione ... a Lampedusa ... |
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| ... e in altre parti d'Italia... per ricordare... |
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| ... per provare ad immedesimarci ... |
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| ... se fossi io uno dei tanti migranti ... |
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| ... stretto in un gorgo di morte... |
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| ... se fossi io ad avere ogni giorno paura... |
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| ... se mi sentissi braccato ... |
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| ... se fossi terrorizzato... |
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| ... io cercherei di fuggire... |
Almeno potremmo decidere tutti insieme di non cambiare canale, di non spegnere l’audio, di guardare la realtà senza cinismo, di pensare ogni tanto all’essenziale, di accogliere le provocazioni di questi morti che implorano da noi il cambio di mentalità e di rotta.
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| ... costi quel che costi ... |
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| ... un filo di speranza .... |
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| ... una luce ... |
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| ... oltre il mare ... |
** Giace da tempo alla Camera una proposta di legge sul 3 ottobre come giornata della memoria nazionale.
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