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sabato 5 ottobre 2013

Ciechi, senza misericordia.





Apriamo gli occhi: cosa succede dentro di noi di fronte alle tragedie  segnate emblematicamente  dalle morti sulle coste siciliane? Conosciamo la misericordia?
 
 
S. Michilini, Il popolo porta la croce.
 
 
 
Non è solo compassione, disposizione a percepire la sofferenza e la necessità dell’altro; è lasciarsi interpellare, investire, colpire dalla sua condizione  come se ci riguardasse personalmente.
 

(S. Michilini)

Oggi è più difficile di un tempo questa mobilitazione: al di là dell’effimera reazione emozionale di fronte ad eventi tragici, non c’è forse costantemente in noi una continua ignoranza, anche se involontaria,  delle indicibili necessità presenti  in tutto il mondo,  un inconscio ottundimento  quotidiano?  Nella vita di tutti i giorni non dovrebbe essere la misericordia  ciò che è stata per i pescatori e  i turisti in soccorso ai naufraghi sulle coste siciliane, la suprema e ultima possibilità di salvare bambini, uomini, donne  nella loro  nuda esistenza di fronte alla  negazione  di questa esistenza?
 

(S. Michilini).


 

ANONIMO GIAPPONESE (sec. X)

Signore,

quando ho fame

mandami qualcuno che ha bisogno di cibo;

quando ho sete,

mandami qualcuno che ha bisogno di acqua;

quando ho freddo,

mandami qualcuno da riscaldare;

quando sono nella sofferenza,

mandami qualcuno da consolare;

quando la mia croce diventa pesante,

dammi la croce di un altro da condividere;

quando sono povero, portami qualcuno che è nel bisogno;

quando non ho tempo,

dammi qualcuno da aiutare per un momento;

quando vengo umiliato, dammi qualcuno da lodare;

quando mi sento scoraggiato,

dammi qualcuno da incoraggiare;

quando sento il bisogno di essere compreso,

dammi qualcuno che ha bisogno della mia comprensione;

quando vorrei  che qualcuno si prendesse cura di me,

mandami qualcuno di cui prendermi cura;

quando penso a me stesso,

rivolgi i miei pensieri ad altri.

 


 

 

 

 

 

 

 

 
 

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