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domenica 6 aprile 2014

Il confronto elettorale: né irenismo né demonizzazione, ma…


La piazza come simbolo di confronto ...

... non è un luogo astratto ...
(Anonimo, La città ideale di Baltimora)
Ci stiamo avvicinando alle elezioni, gli animi si stanno scaldando, le parole volano come pietre che rischiano, cadendo, di essere devastanti per tutti e soprattutto di rovinare, come boomerang, sul mittente. Si è iniziato a sparare le prime bordate per ridicolizzare l’avversario, svilirlo a tutti i costi e farlo considerare impresentabile, nel contempo sorvolando sui grandi problemi che attanagliano la città.

... può essere sede di civile confronto ...
(Sala delle Adunanze di Albenga.
I ragazzi della scuola "Mameli - Alighieri" di via degli Orti visitano il Comune, il giorno 17/4/2013)


... secondo la tradizione più alta della politica,
intesa come cura del bene comune ...
(La Scuola di Atene di Raffaello,
Socrate discute, particolare).

Ho sempre pensato che “il nuovo” dovesse riguardare non solo i volti delle persone che intendono dedicarsi all’amministrazione della città, ma anche, e soprattutto, il modo nuovo di essere presenti e di relazionarsi, rivendicando ovviamente sino in fondo la propria esclusiva identità, ma senza irridere gli altri, gli avversari. Non conosco nessuna legge scritta e non scritta che proibisca nei momenti elettorali di dialogare serenamente con tutti. Non credo neppure che nella competizione elettorale si debba sospendere la subordinazione della politica ad un’ulteriorità (chiamiamola come vogliamo: etica, rispetto reciproco, decoro, dignità, pudore…).


... nella capacità di creare ponti di dialogo con gli altri,
secondo quelle leggi dell'etica che superano la politica ...
(Il ponte rosso sul Centa ...)

... e oltrepassano la logica dell'avversario politico
visto come nemico ...
(Paolo Uccello, La battaglia di San Romano,
particolare, Londra).
Credo che anche nei momenti elettorali si possa e si debba guardare il mondo e la città senza pregiudizi, senza ritenersi migliori degli altri: diversi sì, anche molto diversi, per le specifiche sensibilità ed istanze che ognuno di noi porta. Questa coscienza dovrebbe non solo consentire il massimo rispetto dell’avversario, ma essere stimolo a superarlo senza tregua in una dedizione lucida, efficace e disinteressata. So benissimo che di questi tempi lo scenario politico nazionale rende la cosa piuttosto inusuale. So benissimo che bisogna ben guardarsi dal cadere nei tranelli del buonismo (non tutte le idee sono buone ed accettabili) o del cinico disincanto per il quale "i politici sono tutti uguali…”. Altra cosa è la possibilità di dialogo che penso non debba mai essere preclusa a priori.

...dialogando con tutti ...
(Hieronymus Bosch, Il concerto nell'uovo).

... pur nella diversità delle posizioni ...
Come cittadino voglio rischiare di “parlare” con tutti i candidati, ognuno con la sua convinzione filosofica o religiosa o politica, voglio confrontarmi con tutti ed anche duramente scontrarmi con chi ha idee totalmente divergenti dalle mie, ma voglio con la stessa forza verificare l'esistenza delle necessarie “convergenze etiche” che consentano ad ognuno, qualunque sia l’esito elettorale, di essere nella comunità elemento attivo, secondo le proprie motivazioni e condizioni. Le visioni politiche-amministrative possono essere molto diverse, perché scaturiscono dalle scelte fondamentali che investono il senso che attribuiamo alla nostra storia personale e comunitaria, all’umanità che vogliamo promuovere, agli orientamenti da dare all’avvenire. Esse quindi possono dividerci anche profondamente, ma tutti possiamo ritrovarci nel comune amore per la città e per la ricerca della verità, che non è appannaggio né esclusivo né esaustivo di nessuno.


... accomunati dall'amore per la città...

... senza calcoli e tornaconti ...
(Friedrich Overbeck, Giuseppe venduto dai fratelli).
Unica eccezione la comprovata malafede: non è possibile l’incontro autentico con l’opportunista, il mercenario prezzolato, il servo sedotto e seduttore, il calcolatore del treno giusto su cui salire per il proprio tornaconto. Che vadano per la loro strada o con chi ci sta.

... al di là delle differenze di fede ...
(Raffaello, San Paolo predica in Atene)
Penso invece a noi orgogliosi cittadini di Albenga, così vari per fede e cultura politica.
Ci sono tanti credenti che vivono la loro fede nell’intensità del rispetto altrui, nell’acutezza del discernimento, nello sforzo per concretizzare la fraternità nei rapporti tra culture diverse, nell’impegno politico e sociale vissuto come servizio disinteressato, nell’amore per l’avversario e nella passione evangelica per colui che si proclama nemico, senza giudicare e tanto meno condannare. Ogni credente è chiamato a fare la sua scelta responsabile. “Ci sono cattolici di destra e cattolici di sinistra: è un fatto ed è un fatto opportuno. Ciò prova che il cattolicesimo supera tutte queste vicende politiche”(E. Mounier).

... convergenti sui valori etici ...
(Sebastiano del Piombo, La visitazione)
Ci sono tante persone, agnostici od atei, per i quali la politica è sempre il penultimo, mentre l’etica ed il volto dell’altro sono l’ultimo, cioè il primo; persone che vivono e testimoniano ogni giorno la loro opzione e passione politica costantemente sorrette da una tensione morale che non si piega a compromessi; persone che assumono lucidamente le proprie responsabilità coscienti della solidarietà con il destino della comunità locale e globale.
Con tutti questi uomini e donne, credenti e non credenti, - fermo restando il mio voto esclusivo al programma ed alle persone che più mi convinceranno - non vorrei rinunciare a dialogare e, se possibile, almeno per qualche tratto camminare insieme.

... nella comune ricerca ...
(Ambrogio Lorenzetti,
Il buon governo, particolare)
.. del buon governo ...
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