“Memoria
e ricordo sono sotto il segno eccezionale
del dover essere”
(Bernard
Stoeckle).*
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L'albero, simbolo del tempo
che ci costituisce
(Stefano Nava, Il cedro) |
Parlare
della memoria in un piccolo post è sicuramente pretenzioso. Lascio a
color che sanno ogni discorso psicologico, psicanalitico, sociologico (la
memoria a breve lungo termine; individuale e collettiva; il ruolo del
vissuto, dei desideri, dei meccanismi di autodifesa consci ed inconsci nel
rimuovere, dimenticare, modificare, abbellire il passato…). Solo vorrei riflettere brevemente sulla memoria come “tratto essenziale del nostro essere
finito e storico”, perché non si può sganciare l’esistenza umana dalla sua
costituzione storica, perché il presente ed il futuro non possono essere
consapevolmente vissuti senza riconoscere il già accaduto, perché il
ricordo mi stringe a non chiudere gli occhi né a tacere sull’oggi.
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L'albero, simbolo
del radicamento e della durata
(Stefano Nava, Il sicomoro,
particolare) |
La sua
estinzione o il suo accecamento sono “l’oblio dell’essere” di uomini e
donne che, “legati brevemente al piolo dell’istante”, non sanno che cosa sia
ieri e che cosa sia oggi. E’ ciò che ognuno di noi può sperimentare in questa
società liquida, smarrita nella profonda instabilità e spaesamento
dell’esistenza sia individuale sia sociale.