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giovedì 7 novembre 2013

Verità o aspirazione alla verità?




“Se Dio tenesse nella sua destra ogni verità 
e nella sua sinistra l’unica 
e sempre mobile aspirazione alla verità, 
sia pur con l’aggiunta di sbagliare sempre e in eterno, 
e mi dicesse:  scegli, 
io mi getterei  umilmente in ginocchio alla sua sinistra e direi:  Padre, dammi questa! 
 La verità pura è riservata a te soltanto”. 
(Gotthold  Ephraim  Lessing)

Nella destra la solida verità, nella sinistra 
la mobile, fragile aspirazione alla verità.

Quid est veritas? Una domanda piuttosto pilatesca… Io non possiedo la verità, anche se riconosco che essa è la condizione della mia esistenza,  del suo senso e del suo valore,  della mia libera autodeterminazione. 


Io non possiedo la verità, ma solo una prospettiva sul mondo.

Lascio agli “esperti”   ogni definizione  ed approfondimento; lascio a loro le discussioni, tutte importanti, della sua possibilità e limiti, dei suoi condizionamenti storici e se sia, nella conoscenza, semplicemente una riproduzione corretta della realtà oppure, invece o anche, il mio cosciente rapporto di reciproca ospitalità con il mondo e con gli altri. 


La realtà non è la mia rappresentazione della realtà, come il disegno della pipa non è la pipa.


Come ci suggerisce Lessing, la verità è inesaustiva: ognuno di noi la ricerca dal suo parziale e limitato punto di vista e non può pretendere di possederla totalmente, come ci insegna la favola sull’elefante, presentata  ieri su  questo blog.   


Possediamo solo frammenti di verità, l'intero ci sfugge...


Ma è proprio questa ricerca inconclusiva ad illuminare l’esistenza, ad aiutarci a superare  l’illusione e l’errore, a rivelare la necessità del dialogo, del confronto e del rapporto interpersonale. 


Nessuno poggia su un terreno sicuro, quindi tutti hanno bisogno del confronto  e del dialogo.

Perciò la verità è necessariamente storica:  ognuno di noi non se la trova davanti già confezionata, ma deve imparare a cercarla e ricercarla nel mondo, con gli altri  e negli altri. 


Il vero non è lì, già bello confezionato, davanti agli occhi.

Guardiamoci bene però dagli estremi, sia dell’indifferentismo scettico sia dell’integralismo dogmatico: non ci sono mille verità (il che equivale a nessuna verità)  così come non c’è  la sola verità mia o nostra, ma molteplici sono le conoscenze ed i modi di approccio, in ogni epoca e per ogni  età. 
Storicità e pluralismo delle conoscenze non significano relativismo, anche se le sue manifestazioni - interessi egoistici, ipocrisie, apparenze prestigiose,  inganni affabulatori - sono una minaccia costante e violenta alla vita sociale e politica, all’informazione,  ai media.



La verità unisce poiché è una, separa perché molteplici sono i percorsi verso di essa...  

(Un discorso a parte meriterebbe il rapporto  verità e fede. Un breve flash: il credente cristiano  indubitabilmente sa per fede chi è,  dove è la Verità che gli è stata rivelata.  Ma non pretende di possederla con la sola ragione, sa di dovere impegnarsi come tutti nella ricerca razionale, che non ammette sconti, “di ogni verità”, perché sa che il suo anelito si placherà solo nell’incontro definitivo con  Colui che è ”via, veritas et vita”.)

Tutte le immagini riproducono opere di René Magritte.

Chi desidera intervenire può consultare il post del 22/10/13 oppure semplicemente andare qui sotto su "commenta come", nel menù a tendina selezionare "nome/URL", inserire solo nome e cognome e cliccare su continua. Quindi può scrivere il proprio contributo sul quale rimarrà il suo nome ed eventualmente, se lo ritiene opportuno, può lasciare la sua mail.

2 commenti:

  1. Per l'uomo è fondamentale l'aspirazione alla verità: anzi si potrebbe dire che essa muove l'azione dell'uomo e guida il suo comportamento. Infatti, in linea di massima, ogni volta che compiamo un'azione riteniamo che essa sia giusta, cioè che ci porti un passo avanti sul cammino verso la verità. Invece la verità in sé, cioè l'oggetto dell'aspirazione, diviene pericolosa se si ritiene di averla raggiunta. Chi pensa di possedere la verità elimina il punto di partenza fondamentale per ogni nostra azione: il socratico non-sapere. Per questo, saggiamente, Lessing chiede a Dio l'aspirazione alla verità, non l'oggetto in sé!

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  2. Insieme dunque, ognuno con la sua esperienza, il suo punto di vista, la sua età..., a ricercare la verità in sè e negli altri...

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