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venerdì 8 novembre 2013

La menzogna delle relazioni.




La nuda verità.
Sandro Botticelli, La calunnia (particolare).

Se nessuno di noi può pretendere di possedere la verità,  come si può gridare alla sua antitesi, la menzogna?

 I simboli della conchiglia e del serpente per indicare la tortuosità della menzogna.
Giovanni Bellini, Allegoria della menzogna.


L’essenza negativa della menzogna non sono la formale affermazione del falso o  la contraddizione tra ciò che si dice e ciò che si pensa. Menzogna è la profanazione della relazione sociale ed interpersonale, la  falsificazione della  comunicazione. 


La menzogna è la mancanza di innocenza e di trasparenza nel rapporto con gli altri.                     Filippo Lippi, Madonna col bambino e angeli (particolare).

Ogni giorno sperimentiamo  quanto le menzogne grossolane (della pubblicità, di certa politica, dei tanti imbonitori sparsi in ogni segmento della vita sociale),  i “discorsi velati”, le “restrizioni mentali”, le tecniche  oratorie e le occulte manipolazioni  abilmente escogitate non  solo mascherano falsità formali, ma rivelano il rifiuto di una comunicazione vera,  l’inganno ed il tradimento lucido e cinico della veracità.


          Menzogna è la falsa accusa di chi trascina nel fango.  
Sandro Botticelli, La calunnia (particolare).




Menzogna è il tradimento della fiducia.
Giotto, Il tradimento


Menzogna è l'inganno.
Caravaggio, I bari.

Il problema è che  ognuno di noi ogni giorno cede alla tentazione della menzogna  quando intrattiene relazioni inautentiche, ipocrite, di convenienza o di facciata, senza mai incontrare il volto e lo sguardo dell’altro, in famiglia, con gli amici, per strada, al supermercato, sul lavoro, nei vari ambienti sociali frequentati: magari non nelle forme plateali della bugia macroscopica, ma nei modi più subdoli del mascheramento, degli stereotopi verbali, delle banalità velate, delle doppie parole.


L'esercizio quotidiano del mascheramento.
Filippo Lippi, La simulazione.

Forse è bene allora raccogliere l’invito di Lessing:  gettarsi umilmente in ginocchio e continuare ad aspirare alla verità,  “sia pur con l’aggiunta di sbagliare”.
L'aspirazione alla verità come tensione verso relazioni autentiche.
Sandro Botticelli, La primavera.

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