Iscriviti ai Feed Aggiungimi su Facebook Seguimi su Twitter Aggiungimi su Google+ Seguici tramite mail

Per alcune aree tematiche cliccare sulle immagini.

tag foto 1 tag foto 2 tag foto 3 tag foto 4 tag foto 5 tag foto 6 tag foto 7 tag foto 8 tag foto 9 tag foto 10 tag foto 10

giovedì 12 dicembre 2013

Forconi e ragazzuoli.


Tornando ... siamo rimasti bloccati ...
(P. Bruegel il Vecchio,  
Salita al calvario)
Martedì scorso, tornando in treno da Genova, dopo la visita alla mostra su Munch, siamo rimasti bloccati a Savona dalle manifestazioni dei “forconi” sui binari ferroviari di Albenga.  Dopo un’oretta finalmente si riparte; arriviamo ad Albenga  intorno alle 19 e prendiamo l’auto per tornare a casa. Ma al ponte rosso la strada è  interrotta da un gruppetto di ragazzuoli, stesi a terra, che provocatoriamente impediscono la libera circolazione dei veicoli.   
... la strada era interrotta ...  
(P. Bruegel il Vecchio, 
 Il Trionfo della morte)
Poco lontano, a debita distanza, due attempati vigili in divisa osservano immobili lo spettacolo, per nulla disposti ad interventi dagli esiti incerti.  C’è però un signore del Comune che - con ogni probabilità fuori dal suo orario di servizio - cerca di contenere l’animosa prepotenza  degli uni e la rabbiosa reazione degli altri, impedendo atti inconsulti ed invitando gli automobilisti a ricercare altre strade. 
... poco lontano uomini in divisa osservavano ... 
(P. Bruegel il Vecchio, 
Salita al calvario)
E così per altre vie, lunghe e laboriose, siamo finalmente tornati a casa, con negli  occhi ancora l’immagine dei volti sconosciuti di questi giovanissimi, presumo quasi tutti minorenni, sdraiati sull’asfalto, con qualche bottiglia in mano, ad assaporare l’ebbrezza e l’impunità di cinque minuti di dominio. Più che rabbia  ci è rimasto amaro sconforto, unito ad una mesta tenerezza per questo gregge di  giovani intruppati, smarriti nella farsa della loro sicumera, che domani  ritorneranno  nell’anonimato di  una vita marginale  da qualche parte del territorio ligure, non so con quali prospettive di famiglia, di lavoro, di felicità, di amore. 
... un gregge di giovani intruppati...
(P. Bruegel il Vecchio,  
Salita al calvario)
Mai come l'altro ieri sera ho sentito il terribile potenziale rischio del prevalere di forze antiomeostatiche sui precari equilibri del nostro tessuto sociale: straripamento delle conflittualità  fuori di ogni regola, esplosione dell’incomunicabilità  tra le persone, spirale di violenze non solo verbali, foraggiata dalle grida blasfeme dei guitti,  in  un clima incandescente dove tutto diventa lecito e permesso, dalle liste di proscrizione ai falò di libri ai linciaggi per ora solo verbali. 
...il terribile potenziale rischio ... 
di una spirale di violenza ...
(P. Bruegel il Vecchio, 
 Il Trionfo della morte)
E mi assale una sorda impotente rabbia non contro questi bulletti, ma contro i "potenti" - quelli visibili,  quelli celati dietro le quinte o nascosti nelle loro nicchie a dirigere i traffici -, coloro che in questi anni non hanno  fatto nulla per noi cittadini giovani, adulti, anziani. Chi c’era, chi c'è dietro questi ragazzini di Albenga? Chi c’è, chi c’era a manovrare queste marionette dietro il paravento dei “forconi”?  
 
Chi c'è, chi c'era dietro....
(P. Bruegel il Vecchio,  
Predica di San Giovanni Battista)

... a manovrare questi ragazzini? 
(P. Bruegel il Vecchio,  
Predica di San Giovanni Battista)
A leggere i volantini che giravano in città e a ben meditare su quanto  è successo alla libreria Ubik a  Savona, non avrei alcun dubbio in proposito. Sembra che rispunti la stagione dei mestatori, dei predatori parassitari, dei cinici ladri dell’altrui fragilità e giovinezza.
Come gestire questo conflitto? Come far luce in mezzo alle tenebre dello smarrimento e dello sconforto? Come ribaltare l’ostilità in ospitalità?
 
Chi approfitta dello smarrimento ...
 (P. Bruegel il Vecchio,  
Salita al calvario)

... chi strumentalizza la sofferenza di tante persone?
(P. Bruegel il Vecchio,
Salita al calvario)
Non ci parliamo più,  solo urliamo  e quando ci parliamo siamo incompresi perché incomprensibili in una Babele di lingue che è il segno biblico della nostra frantumazione e schizofrenia sociale. Basta aver seguito ieri il dibattito parlamentare sulla fiducia al governo …
Che cosa ci riserva il prossimo futuro? Forconi che diventano forcaioli? La Babele che precipita nel rogo di Sodoma e Gomorra? Forse ci potrebbero aiutare  la rilettura della diagnosi del CENSIS sulla società italiana (v. le considerazioni generali del 47° Rapporto/2013) oppure le parole accorate di papa Francesco o gli scritti lucidi ed impietosi di testimoni del nostro tempo, come Barbara Spinelli nei suoi interventi del mercoledì su "La Repubblica”.


Chi desidera intervenire può consultare il post del 22/10/13 oppure semplicemente andare qui sotto su "commenta come", nel menù a tendina selezionare "nome/URL", inserire solo nome e cognome e cliccare su continua. Quindi può scrivere il proprio contributo sul quale rimarrà il suo nome ed eventualmente, se lo ritiene opportuno, può lasciare la sua mail.   







2 commenti:

  1. Caro Professoere, come forse ha letto in questi giorni ho cercato di sondarr in po' le motivazioni dei giovani attivisti di questi giorni, soprattutto fra gli studenti del G. Bruno... Poco sono riuscito a estrapolare dalle accorate affermazioni idealistiche di risposta, ma mi è apparso chiaramente come per nessuno di essi vi sia anche solo l'opzione che la risoluzione dei problemi possa avvenire entro i limiti e le possibilità della Repubblica, ma possanp derivare solo da una forte azione di stravolgimento totale del sistema che molto assomiglia ai preamboli di regimi dittatoriali e totalitaristi. Ormai, come anche lei diceva, la gioventù trainata da modelli "urlanti" sta sempre più covando non un distaccamento dalla politica ma la voglia di stravolgere la democrazia, pur magari non rendendosene conto. L'ignoranza e la parzialissima visione dei problemi economico-sociali contribuiscono poi alla formazione di questi giovanissimi beati dei loro.momenti di onnipotenza in strada. Si corregga presto la situazione del Paese, ma si investa anche nella formazione del popolo di domani, affinchè non sia esso stesso a decretare la fine dell'Italia democratica con oscure prospettive di ritorno a modelli precedenti.

    RispondiElimina
  2. Gent.le Signor Nicola, dolenti ed impietose le sue considerazioni, ma ahimè non sorprendenti. Ciò che Ella suggerisce è l’unica sicura ricetta fattibile, per quanto condizionata dal “si corregga presto la situazione del Paese”: questa, sì, per nulla sicura e scontata.

    RispondiElimina