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sabato 21 dicembre 2013

Natale in trincea. Video.


Una bella favola?  Un miracolo?  
 No, semplicemente il trionfo
(breve ahimè!) 
del  sentimento universale di fratellanza.

Il giorno di Natale del 1914 - primo anno di guerra -  i soldati tedeschi, inglesi e francesi disobbedirono ai loro superiori e fraternizzarono con “il nemico”. I  tedeschi innalzarono alberi di Natale fuori delle trincee con le scritte “Buon Natale. Voi non sparate, noi non spariamo.” A centinaia, da una parte e dall’altra  attraversarono la terra di nessuno cosparsa di corpi in decomposizione. Cantarono i canti di Natale, si scambiarono le foto dei loro cari,  condivisero razioni e brindisi, si  abbracciarono, accordandosi  di “sparare alle stelle in cielo” se i superiori li avessero obbligati a imbracciare le armi. Uomini che solo poche ore prima cercavano di uccidersi!
Gli Stati Maggiori di entrambe le parti  fecero di tutto  per nascondere l'accaduto e cancellarne ogni traccia o memoria. Negli anni successivi furono sempre ordinati  assalti e cannoneggiamenti a ogni vigilia di Natale, per evitare fraternizzazioni.
Pochi  libri di Storia  menzionano l’episodio, anche se ormai sono emerse dagli archivi militari di tutta Europa lettere-diari-foto, inequivocabili testimonianze della “tregua”. La narrano un  recente film (Joyeux Noel, 2005) e  canzoni quali Pipes of Peace di Paul McCartey (video del 1983) e “Christmas 1914” di  Mike Harding (“I fucili rimasero in silenzio […] senza disturbare la notte. Parlammo, cantammo, ridemmo […] e a Natale giocammo a calcio insieme, nel fango della terra di nessuno”. La partita in questione si svolse realmente fra scozzesi e sassoni,  il 25 dicembre 1914, nei pressi di Ipres, nella “terra di nessuno”.  La palla era  di stracci e fungevano da porte pile di cappotti. La notizia iniziò a circolare e  giunse persino al  New York Times che comunicò addirittura il risultato: 3 a 2 per i tedeschi).
Gustatevi la  visione del video con tutte le emozioni connesse…
Si consiglia di mettere in pausa la musica del blog prima di avviare il video.



                    


P.S. “Buon natale, nemico!”: un episodio dal tono minore, ma altrettanto significativo, è documentato, per quanto concerne il fronte italiano, da E. Forcella e A. Monticone in Plotone d’esecuzione (Laterza, 1972, pag. 102). M. E, anni 23, incensurato, viene condannato ad un anno di reclusione militare per rifiuto d’obbedienza e conversazione con il nemico il 14 febbraio 1917. Andate a leggere sul libro citato le motivazioni della sentenza …


2 commenti:

  1. Chiedo perdono per non aver dato una scorsa al lungo e meritevole vostro cursus. Rossana e Gian Maria hanno vista lunga e fine! Non sfugge nulla alla loro volontà di rappresentare la Gloria del Bene.
    La guerra è la continua dimostrazione del " limite" dell'umano, segnato dall'egoismo che non può che sfociare nella violenza. Ma quanto conforta sentirci trascinati verso la fratellanza, verso la Pace!

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    Risposte
    1. Grazie, caro Rosario. Semplicemente approfittiamo di ogni occasione per sfogliare insieme all'amico il "nostro" album. Ieri, a Genova, un senegalese incontrato per strada mi ha chiamato "fratello" e ci siamo abbracciati...

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