Iscriviti ai Feed Aggiungimi su Facebook Seguimi su Twitter Aggiungimi su Google+ Seguici tramite mail

Per alcune aree tematiche cliccare sulle immagini.

tag foto 1 tag foto 2 tag foto 3 tag foto 4 tag foto 5 tag foto 6 tag foto 7 tag foto 8 tag foto 9 tag foto 10 tag foto 10

venerdì 3 gennaio 2014

Il giullare che è in noi.




Giocare al cerchio semplice ...



... a fare la candela ...


... a tirare i capelli ...




















... al serpente ....









... a fare la ruota con la sottana ...
Tutte le immagini riproducono particolari dell'opera di Pieter Brueghel il Vecchio, Giochi di bambini, qui sotto riportata.


Le citazioni sono tratte, secondo l’ordine di comparsa, da Eraclito, fr. 52, Umberto Eco, Sugli specchi e altri saggi: il segno, la rappresentazione, l’illusione, l’immagine; Friedrich Nietzsche, La gaia scienza, Jürgen Moltmann, Sul gioco.


Chi desidera intervenire può consultare il post del 22/10/13 oppure semplicemente andare qui sotto su "commenta come", nel menù a tendina selezionare "nome/URL", inserire solo nome e cognome e cliccare su continua. Quindi può scrivere il proprio contributo sul quale rimarrà il suo nome ed eventualmente, se lo ritiene opportuno, può lasciare la sua mail. 






3 commenti:

  1. Naturalmente quando si parla del giullare che è in noi, ci si guarda bene dal confonderlo con quella specie di giullari – un altro mondo – che da sempre, ed ancor più oggi, imperversa in ogni luogo e soprattutto nei media. Giullari di corte, imbonitori, incantatori, leccapiedi prezzolati, servi servili … Il mondo ne è pieno, specialmente il mondo politico … Forse dipende dal vero giullare che è in ognuno di noi smascherarli …

    RispondiElimina
  2. Il dialogo mi ricorda una frase che sentivo da piccolo giocando al computer. Avevo un gioco ambientato nell'antica Grecia e il cui obiettivo era quello di costruire una "polis" dotata di tutto: dalle fattorie alle scuole, dalle case ai teatri e agli stadi. Si potevano costruire anche i collegi, dove venivano istruiti i Filosofi. Essi poi si recavano sui podi a tenere discorsi. Talvolta si sentiva: "Puoi scoprire più di una persona in un'ora di gioco che in un anno di conversazione!". Non ho scoperto in seguito - e non so tuttora - se la frase sia di qualche autore famoso, ma essa ben si adatta all'argomento di questo post!

    RispondiElimina
  3. Ai miei tempi si giocava agli indiani e, all’oratorio, a “tattica”, “palla in campo” ecc.: giochi di cui ho somma nostalgia e che producevano gli effetti riportati dalla sua “massima”…

    RispondiElimina