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mercoledì 11 settembre 2013

A Mario Pronello


Dedicata a Mario – del Liceo “Giordano Bruno” – che ci ha lasciato.

 
S. Michilini, Allegoria della lotta di liberazione
in Nicaragua, 1982.


«Se partissi in Tua compagnia, o Signore,

nessuno ardirebbe più chiedermi di tornare

tra gli uncinati artigli di questo mondo.

Non ho che un pugno di lana per tessere la mia

coperta,

ed essa è tanto sottile che non basterà

a mitigare i rigori della vecchiaia e delle malattie.

Conosco peraltro un luogo

in cui lana e coperta non servono a nulla;

e ivi, nella dimora del Sadhu,

io entrerò come servitore,

deponendo il mio cuore ai piedi di Lui, come

un’offerta.

Nessuno ardirebbe allora chiedermi di tornare

tra gli uncinati artigli del mondo dei mortali.

Nella loggia più alta del palazzo vive un potente Re

e a quel Re voglio dedicare il mio cuore,

così che nessuno ardisca chiedermi di tornare

nel mondo dei mortali.

Quando il riflesso di miriadi di perle e diamanti

illuminerà la mia strada,

e a quella luce io potrò offrire il mio cuore,

nessuno oserà implorarmi di tornare al mondo dei

mortali.

Dove il Sole non si leva, né la Luna tramonta,

dove la pace dell’appagamento pervade ogni cosa,

io prenderò rifugio, e nessuno oserà chiedermi

di tornare nel tumultuoso mondo dei mortali».

 

(Kabir, Preghiera induista, sec. XIV – XV)

 

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