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venerdì 20 settembre 2013

Che cosa possiamo sperare dal LICEO ARTISTICO DI ALBENGA


Sergio Michilini, Girotondo

 Da sempre l’arte   è  segno profondo  e richiamo di civiltà:  dalla preistoria ad oggi i manufatti artistici documentano e testimoniano i livelli ed i gradi raggiunti dall’uomo, la sua capacità di umanizzare la  terra, di leggere interpretare immaginare il mondo,  di elevarsi alla trascendenza. Da  sempre è espressione di capacità creativa, sulle tracce e sulle orme del Dio biblico che forgia l’uomo dal fango della terra infondendovi il Suo Spirito  (Genesi 2,7).

L’arte appartiene innanzitutto alla comunità, in una  prospettiva che non si esaurisce nell’agire localmente, ma si apre a  pensare  globalmente.



Albenga, centro storico
Ciò significa che il Liceo Artistico di Albenga è chiamato a porsi a servizio prima di tutto della comunità locale ingauna,  assolvendo  la sua funzione educativa  senza presunzione,  con l’umiltà di chi  esercita  l’arte della maieutica, ben sapendo  che   la validità dell’azione educativa della scuola e la  qualità di vita dei cittadini sono in stretto rapporto. Interlocutori privilegiati non possono non essere le pubbliche istituzioni (le amministrazioni  locali, i  vari uffici della sovrintendenza regionale, le scuole, l’università), le associazioni, gli operatori artistici e culturali, gli  uffici turistici e  quanti si sentono responsabili delle bellezze del mondo.

Il Liceo Artistico si rivolge, come suo oggetto, al bello, strettamente connesso al vero ed al bene che si richiamano reciprocamente, come già nell’ideale connessione ellenica di  “kalòskaiagathòs” e che rinviano all’inquieto interrogativo posto in bocca da Dostoevskij ne “l’Idiota” ad un suo personaggio: “la bellezza salverà il mondo?”



saper cogliere la bellezza
Non è un interrogativo da poco: come è possibile inondare il mondo cittadino di bellezza, ospitalità reciproca,  libertà  e  gioia della creatività?
Sono convinti amministratori e cittadini che,  se la città  viene sensibilizzata attraverso l’arte ed il libero gioco della  creatività,  se  la città si accorge che  è  possibile una cultura della bellezza e dell’accoglienza,  tutti  vivremo  meglio? Perché questa è la parola dell’arte nella comunità,  fatta di curiosità intellettuale e di stupore; parola  del bello, ma insieme  parola della  speranza, della pace, della convivialità.

Il Liceo Artistico si carica così di un forte valore simbolico e di un compito specifico di promozione culturale: quello di  invitare  tutti ad  essere  “responsabili delle bellezze del mondo“; quello di  educare  alla capacità di leggere interpretare la realtà non solo in termini produttivi e strettamente  economici, ma anche disinteressati ed  “inutili”; quello di richiamare tutti i cittadini liberi del territorio  a riscoprire l’arcano della  meraviglia. 



Albenga, centro storico

Mi piace immaginare così il liceo artistico:
- innanzitutto fedele alla memoria storica di Albenga: al senso della costruzione della città nel tempo, dell’arredo e dell’architettura come scena fissa delle vicende dell’uomo, carica di sentimenti di generazioni, di elementi collettivi e privati;  al peso di una realtà che muta da un’epoca all’altra ed alla rilevanza di una realtà permanente che riesce a sottrarsi all’azione del tempo; al Battistero, alle chiese, al centro storico, alle frazioni, alle case, abitazioni, vicoli, giardini, stazione ecc. come  opere rappresentative di una società e di una cultura,  non storia dei morti ma dei viventi.
- vivo e vivace (nel fare lezione, leggere, osservare, discutere, produrre) non solo nel chiuso di un’aula o di un laboratorio,  ma  nella “strada”, in cui  si rende visibile come soggetto culturale nella sua duplice veste di luogo dell’utile e dell’inutile.
- immerso nella città,  impegnato in  nuovi rapporti  con il territorio, capace  di  misurarsi con i luoghi del vivere individuale e collettivo, teatri del quotidiano fatto di laboriosità  e  di circolarità delle relazioni  umane, osservatorio di tutti i modi e gli aspetti del vivere cittadino  (ambiente fisico compreso) dove l’uso della fotografia,del pennello, dell’audio o video… raggiunge la realtà nella sua datità.
- interattivo con progetti in rete e pronto a dare ospitalità alle iniziative e manifestazioni  delle altre scuole o di altre agenzie formative e culturali.
- infine, concretamente, disponibile adabbellire la città” con iniziative ed azioni  permanenti,estemporanee, ricorrenti. (Penso a  laboratori  decorazione e pittura, grafica e riprese filmiche, nel centro storico o nel lungo mare, purchéaperti al pubblico; a lezioni itineranti su temi rivolti esplicitamente alla cittadinanza); a seminari, cenacoli, tavole rotonde, conferenze, audizioni, esposizioni e mostre, concerti musicali, murales…



il re gli chiese il disegno d'un granchio ...
Tempo dieci anni e  la città di Albenga potrebbe essere pervasa dalla “leggerezza” del Liceo Artistico:  metafora  che  ITALO CALVINO, autore a noi Liguri molto caro,  ci ha trasmesso con poche magistrali pennellate  nelle suelezioni  americane”, sei proposte per il prossimo millennio” (1985).
E’ una storia cinese. Tra le molte virtù di Chuang-Tzu c’era l’abilità nel disegno.
Il re gli chiese il disegno d’un granchio.  Chuang-Tzu disse che aveva bisogno di 5 anni di tempo e d’una villa con 12 servitori. Dopo 5 anni il disegno non era ancora cominciato.  “Ho bisogno di altri 5 anni” disse Chuang-Tzu. Il re glieli accordò.
Allo scadere dei 10  anni, Chuang-Tzu prese il pennello e in un istante con un solo gesto, disegnò un granchio, il più perfetto granchio che si fosse mai visto.”




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